Lodi, 6 dicembre 2017 - Era il terrore dei pendolari. Viaggiava sui treni regionali, soprattutto sulla tratta Milano Greco Pirelli-Piacenza, ma anche sul passante Milano-Pavia. Fingeva di chiedere l’elemosina sui treni, poi, appena individuava la vittima perfetta, la minacciava con una catena o con un coltello e si faceva consegnare contanti e beni preziosi e fuggiva.

Arrestato dalla Polfer di Milano Lambrate a inizio giugno 2015, l’uomo, A.S., pakistano di 26 anni, residente a Lodi, ieri è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per tre episodi avvenuti alla stazione di Lodi. Al rapinatore, che sta già scontando un’altra condanna ai domiciliari, erano contestati i casi avvenuti su treni diretti a Lodi e un altro avvenuto sulla banchina del binario 3: secondo l’accusa il pakistano aveva minacciato due giovani universitari e un pensionato. Il modus operandi era sempre lo stesso: girava per i vagoni dei treni negli orari meno affollati, poi quando trovava qualcuno seduto in una zona isolata, in prossimità di una stazione, lo rapinava.

Tra febbraio e maggio 2015 aveva agito almeno 15 volte. Chiedeva uno o due euro dicendo di avere fame. Poi si avvicinava e con tono minaccioso diceva "dai cerca meglio", "dammi tutto quello che hai". E mostrava la catena, che sbatteva contro il sedile con veemenza, oppure impugnava qualcosa in tasca, come un coltello, per incutere timore alla vittima, che nella maggior parte dei casi era giovane e sola. Raccolte le denunce, la polizia lo aveva identificato grazie all’archivio interno. Quasi tutte le vittima avevano riconosciuto la sua foto.