Guardamiglio (Lodi), 23 dicembre 2017 - Ex e attuali colleghi, autorità civili e militari, parenti e tanti amici si sono ritrovati in piazza IV Novembre a Guardamiglio per l’ultimo saluto a Giuseppe Beolchi, l’agente della Polizia Stradale morto mercoledì poco prima delle 11.30 in un tremendo schianto tra la volante su cui viaggiava insieme a un collega e un tir sull’autostrada Milano-Napoli. E, mentre le indagini proseguono anche se la dinamica dello scontro si fa sempre più chiara, ieri era il giorno del cordoglio, delle lacrime e del ricordo di un poliziotto che amava il proprio lavoro. 

Giuseppe BeolchiMa anche di un padre, un marito ed un amico sempre col sorriso sulle labbra. E quel sorriso lo ha ricordato anche durante l’omelia funebre il parroco del piccolo paese della Bassa don Pierluigi Bolzoni: «Due domeniche fa, durante la messa per celebrare i 45enni, anche lui era in chiesa. Ho incrociato il suo sguardo ed era come sempre sorridente. Non posso dimenticare poi quando due mesi fa, una domenica mentre chiudevo l’oratorio, mi si era fatto incontro chiedendomi di confessarlo. Stava cercando la pace interiore». E dei tanti attestati di stima arrivati in questi giorni si è detto sorpreso don Bolzoni. «Colleghi e amici in questi giorni mi stanno sorprendendo per i numerosi messaggi di stima. Cè anche chi, per le vie del paese, mi ha detto che Guardamiglio era un paese triste, stretto nel dolore per la perdita di una brava persona». 

Beolchi era originario di Guardamiglio, ma viveva ormai da anni nella vicina San Rocco, dove anche lì in tanti lo ricordano e hanno voluto salutarlo per l’ultima volta. Parole d’affetto sono arrivate durante la celebrazione anche dal vescovo Maurizio Malvestiti, che non ha potuto presenziare ma che ha lasciato un messaggio al questore letto dal vicario generale don Bassiano Uggè, dai colleghi, che lo hanno ricordato con affetto per la passione e la voglia che metteva ogni giorno nell’adempimento del proprio dovere. Un grande applauso, unito ad altrettanta emozione, sì è levato poi alla lettura della lettera scritta, ma non letta in prima persona per il troppo dolore, dalla moglie. La salma, giunta alla chiesa dalla caserma, è stata poi accompagnata al termine della celebrazione, al cimitero di Guardamiglio.