Lodi, 10 novembre 2017 - Avances e palpeggiamenti a una ragazza di 19 anni e a una 20enne, salite sul convoglio del quale lui era responsabile. Sono le accuse che a un capotreno 40enne, dipendente di Trenord, sono costate una condanna per violenza sessuale. Il gup di Lodi, ieri, ha condannato l’uomo a 1 anno e 4 mesi (pena sospesa) di reclusione per i due casi contestati, disponendo anche quattro mesi di sospensione dal servizio sui treni (la decisione spetterà all’azienda) e una provvisionale di circa 2mila euro nei confronti della vittima 19enne che si è costituita parte civile, che potrà procedere con la causa civile per il risarcimento danni.

Il primo episodio è accaduto il 16 giugno 2016, intorno alle 16.30, sulla tratta Saronno-Lodi. La ragazza, residente a Lodi, che lavora in una panetteria di Milano, quel giorno stava tornando a casa dopo il turno, quando era stata avvicinata dal capotreno in uno dei vagoni in quel momento vuoto. L’uomo, secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, aveva iniziato a chiacchierare con una scusa, poi si era seduto al suo fianco. Dopo qualche complimento di troppo, il capotreno aveva allungato le mani sulla ragazza, mettendone una sulla coscia della 19enne. Attimi di paura per la giovane che, subito dopo essere scesa dal treno, arrivato al capolinea di Lodi, aveva chiamato il fidanzato per informalo di quello che le era appena successo. Poi aveva denunciato il capotreno alla Polfer.

Il secondo episodio è del 5 ottobre 2016. La vittima, questa volta, sarebbe stata una giovane mamma di 20 anni con una bambina di tre anni. Secondo quanto raccontato dalla ragazza, l’uomo le avrebbe toccato il fondoschiena. Il racconto è stato verificato in tutti i dettagli dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lodi. Determinanti ai fini delle indagini anche i riscontri attraverso le telecamere della stazione di Lodi.