Il Pd alla svolta del congresso

di GUIDO BANDERA
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NESSUNA sorpresa al congresso provinciale del Pd. La riunione di ieri mattina al Capanno, negli stessi spazi della festa del partito, ha confermato gli equil...
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3609.jpg 2009-10-04
di GUIDO BANDERA
— LODI —
NESSUNA sorpresa al congresso provinciale del Pd. La riunione di ieri mattina al Capanno, negli stessi spazi della festa del partito, ha confermato gli equilibri usciti dai congressi celebrati nei paesi, inviando a Roma tre delegati, due pro Bersani, uno pro Franceschini. Si tratta di David Bosoni e Monica Moretti da una parte e di Andrea Ferrari dall’altra. Sotto lo stand, dalle 9.30 del mattino, sfilavano i nomi di rilievo. Non tutti, però. Il sindaco, Lorenzo Guerini, trattenuto altrove per «impegni improvvisi» ha mandato un messaggio. Sul palco, il segretario Giuseppe Russo, Isa Veluti, presidente dell’assemblea, Osvaldo Felissari. In sala, delegati, sindaci, giovani e politici di lungo corso. Russo ha aperto le danze ricordando l’importanza di questo «congresso vero, decisivo per il futuro».

A PARLARE per la mozione Bersani, Simone Uggetti. Che ha frenato sulle affermazioni di «impazienza» per la vittoria di Filippo Penati (bersaniano), ma ha anche bacchettato chi aveva definito Bersani «passatista» (Fabrizio Santantonio, ndr). Poi, un intervento su primarie e congressi. «Qualcuno si è sentito poco rappresentato nei congressi — ha detto —. Penso sarebbe giusto usare le primarie per le scelte dei candidati nazionali alla segreteria e per i ruoli istituzionali, ma i dirigenti locali dovrebbero essere scelti dagli iscritti». E il congresso ha anche mandato un ordine del giorno di protesta contro le assenze in Parlamento che hanno consentito il via libera allo «scudo fiscale». Per i franceschiniani ha parlato invece Federico Moro, che ha sottolineato tre punti chiave: «Coesione, per il partito e sui bisogni della società; ruolo del territorio, come rapporto fra amministratori e realtà locali, autonomia del partito, salvaguardando l’unità». Per la mozione Marino è intervenuto per dire come «il congresso è una prova di forza del Pd». Ma anche per ricordare che «esiste un limite di due mandati nelle istituzioni, nel codice etico, finora non osservato», per sottolineare il «no al nucleare, l’appoggio alla lotta alla mafia, la solidarietà a Giulio Cavalli, che vive sotto scorta, e il sostegno allo spettacolo su Fiorani, che rappresenta una prova di libertà di espressione». Alla fine, un intervento di Gianpaolo Colizzi, presidente del Consiglio comunale, ricorda l’importanza della «battaglia per la conferma di Lorenzo Guerini, sfida chiave per il futuro del partito», dopo aver attaccato la Provincia di centrodestra «che non ha ancora presentato neppure le linee programmatiche di mandato».
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