2009-09-18
di ALESSANDRA ZANARDI
MELEGNANO
CENTINAIA di richieste e nessuna disponibilità di alloggio. Non sono confortanti gli ultimi dati diffusi dai Comuni del Sud-est Milanese riguardo allemergenza abitativa, un problema che sembra non conoscere soluzione. Nella sola Melegnano sono 190 le persone in attesa di ottenere un appartamento a costi calmierati (la graduatoria, aggiornata periodicamente dai servizi sociali secondo le direttive della Regione, è unica per gli immobili del Comune e gli stabili dellAler). «In totale il parco case di Melegnano conta quasi 300 unità spiega il vicesindaco Enrico Lupini , ma tutti gli appartamenti sono occupati e al momento non siamo in grado di assorbire le richieste». Richieste che arrivano più o meno ogni giorno e vanno ad infoltire il già lungo elenco di postulanti. Tra questi ragazze madri, anziani con la pensione minima, adulti con problemi di salute, famiglie numerose e monoreddito; non mancano stranieri appena approdati in Italia e persone residenti nei piccoli paesi, dove la disponibilità di case è ancora più esigua.
SI TRATTA di fasce di popolazione ai limiti della povertà, che lanciano preoccupanti segnali di disagio sociale e spesso rappresentano per le amministrazioni una spesa, oltre a un carico di lavoro aggiuntivo. «Anche se i canoni che chiediamo sono irrisori e lo Sportello affitto eroga 350mila euro allanno di contributi, a Melegnano molti inquilini delle case comunali pagano in ritardo le rate mensili. Ogni anno la morosità provoca mancati introiti per circa 130mila euro entra nel dettaglio Lupini . Non è poco, se pensiamo che questi scoperti vanno a gravare sul bilancio della città e, di riflesso, sullintera popolazione». Poi cè il problema dei furbetti che occupano gli alloggi pubblici senza averne diritto. «Le amministrazioni eseguono controlli periodici sulla situazione socio-economica degli assegnatari dichiara il vicesindaco , ma non è sempre facile pizzicare chi bara, soprattutto se si tratta di persone che figurano come disoccupate o nullatenenti e magari lavorano in nero». Tra i criteri seguiti per lassegnazione degli immobili, oltre al reddito familiare, giocano un ruolo importante letà, lo stato di salute, il numero di figli: le ragazze madri, ad esempio, e gli anziani con disabilità hanno diritto a un punteggio più alto in graduatoria.
ANCHE le altre città del Lambro, in tema di disagio abitativo, non registrano situazioni confortanti. Centoventidue persone sono in attesa di un tetto a Peschiera Borromeo, altre 250 aspettano nella ricca San Donato. Per cercare di aumentare la disponibilità degli immobili a prezzo politico, le amministrazioni impongono ai costruttori la messa a disposizione di case a costi calmierati allinterno dei nuovi piani di recupero urbanistico. La prassi prevede che le famiglie possano stipulare il contratto di affitto, di quattro anni, direttamente con loperatore.
«NEMMENO questo, però, risolve alla radice il problema abitativo conclude Enrico Lupini . Molte persone rifiutano canoni di locazione che, per quanto contenuti, sono comunque più alti di quelli praticati dai Comuni. E così ai servizi sociali le domande continuano ad arrivare, a pioggia».