Lodi, 16 marzo 2017 - I colpi sparati, la porta sul retro e la cancellata sporca di sangue. Sono questi i punti che il ristoratore Mario Cattaneo, 67 anni, dovrà chiarire per fare luce su quanto accaduto nella notte tra il 9 e il 10 marzo, quando il titolare dell’Osteria dei Amis, ora indagato per omicidio volontario, ha ucciso Petre Ungureanu, 32enne romeno, uno dei ladri che aveva fatto irruzione nel suo locale per rubare una decina di pacchetti di sigarette e 60 euro dalla cassa. Dubbi e contraddizioni sarebbero emerse nella versione dei fatti resa dall’oste e per questo la Procura ha chiesto di ascoltarlo già oggi per la terza volta. Un testimone ha riferito agli inquirenti di avere sentito due spari, mentre Cattaneo ha sempre parlato di un solo colpo partito accidentalmente dal suo fucile da caccia mentre un ladro cercava di strappargli in fucile.

La versione dell’oste è stata suffragata da un vicino, Pietro Colombi, che ha testimoniato di aver sentito un colpo d’arma da fuoco. Colombi, che è stato ascoltato venerdì sera dal pm Laura Siani, ha più volte ribadito di avere a sua volta gridato al ristoratore: «L’hai preso?» e il 67enne avrebbe risposto per due volte: «Sì, l’ho preso». Se i colpi siano stati uno o due è una circostanza che rimane da chiarire visto che l’arma, quando sono intervenuti i carabinieri, era già stata riposta in sicurezza, quindi scarica, in un mobile dove sono custodite le armi dell’uomo, appassionato di caccia. Inoltre, Cattaneo avrebbe avvertito i carabinieri del furto, ma non di avere sparato. Dalle ricostruzioni è emerso che l’oste ha aperto la porta sul retro dell’osteria e che si affaccia al cortiletto in cui in quel momento si trovavano i ladri che erano usciti dopo aver rubato alcune stecche di sigarette. La porta, bloccata con dello spago di nylon, è stata aperta con forza da Cattaneo. È a quel punto che uno dei ladri avrebbe afferrato la canna del fucile, trascinando a terra il ristoratore per disarmarlo. In quel momento sarebbe partita la rosa di pallini che hanno colpito alla schiena Ungureanu. Un colpo a distanza ravvicinata che, secondo gli esiti dell’autopsia, ha ucciso quasi sul colpo il ladro.

Un altro punto da chiarire sono le tracce di sangue trovate sulla cancellata che ha dovuto scavalcare il ladro la notte tra giovedì e venerdì scorsi fuori dall’Osteria de Amis prima di morire, un centinaio di metri dopo. Bisognerà accertare, anzitutto, se si tratti di sangue della vittima o di uno dei complici non ancora identificati. I rilievi dei Ris sono ancora in corso per trovare qualche elemento in più sul luogo della tragedia. Nella giornata odierna dovrebbe essere ascoltato anche il fratello della vittima, Victor, 28enne residente in Svizzera, che è stato avvisato da una telefonata anonima della morte di Petru solo il giorno dopo la tragedia.