Lodi, 2 gennaio 2018 - Una ripresa economica ancora timida, la necessità di focalizzarsi sulla disoccupazione e di cercare di ovviarvi attraendo investimenti, la nascita di un coordinamento permanente tra associazioni di categoria e le opportunità offerte dall’area metropolitana milanese. Sono queste le osservazioni, a 2017 ormai concluso, e i possibili spunti per incentivare lo sviluppo del Lodigiano proposti dal segretario di Confartigianato Imprese Lodi, Vittorio Boselli. Il punto di partenza è lo stato del settore a livello provinciale: "In passato le imprese artigiane erano oltre le 6.000 unità, oggi il loro numero è inferiore alle 5.000 – dichiara Boselli – secondo le statistiche il manifatturiero, che nel territorio pesa solo per il 10%, sta conoscendo una ripresa non ancora percepita come tale: lo dimostra la carenza di investimenti in macchinari e in assunzioni a tempo indeterminato, sintomi della ricezione di stabilità da parte degli imprenditori. A livello generale la domanda è aumentata, e l’aspettativa sul 2018 è che confermi la tendenza di una crescita che non favorisce gli investimenti".

I temi del lavoro e della necessità di attrarre capitali si collegano a un’altra osservazione maturata da Boselli in ambito sociale: "L’occupazione deve rappresentare una sfida centrale per i prossimi anni: sono troppi i nuclei familiari monoreddito e le persone ancora senza lavoro, e questa è una situazione che crea tensione. Come altre associazioni, siamo convinti che il territorio debba guardare con favore ai soggetti interessati a investire in esso. Un esempio concreto è costituito dalle società di logistica, verso le quali il Lodigiano prova scetticismo ma che, come dimostra il caso della provincia di Piacenza, se ben governate possono rappresentare un volano di sviluppo". La crescita però non può prescindere da un coordinamento tra associazioni e dall’inserimento nel giusto tessuto territoriale: «Assieme alle altre organizzazioni di categoria stiamo creando un coordinamento permanente. È positiva anche l’esperienza del tavolo permanente di confronto tra le nostre realtà e il Comune del capoluogo, dove stiamo lavorando a misure che permettano alle imprese di vivere come una tassazione equa, il coinvolgimento delle imprese in lavori pubblici, la lotta all’economia sommersa e la riqualificazione delle aree produttive. Infine, il Lodigiano non deve lasciarsi sfuggire l’opportunità di entrare nell’area metropolitana di Milano: l’ente provinciale è pieno di criticità, e il ventilato accordo con Crema non porterà a ciò che il territorio ha bisogno, anche perché tutte le nostre dinamiche avvengono in verticale, tra il capoluogo lombardo e Piacenza» conclude.