Lodi, 14 aprile 2017 - "E' accaduto un errore di dosaggio del farmaco anticoagulante. Siamo rammaricati, ma non è stato un problema così grave per la salute della paziente". Sono queste le parole dell’Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) di Lodi dopo l’episodio avvenuto a fine marzo nel reparto di terapia anticoagulante ai danni della paziente Valeria Zanoncelli, lodigiana di 91 anni. Un errore in reparto che ha portato a un importante sbaglio sul dosaggio di un farmaco anticoagulante, cioè i medicinali per regolare la fluidità del sangue. Sarà un’indagine interna all’Asst di Lodi a verificare le cause dell’errore del reparto di terapia anticoagulante dell’ospedale Maggiore di Lodi. E' stata la stessa ex Azienda ospedaliera a renderlo noto con una nota.

Dalle prime ricostruzioni sembrerebbe che il danno non possa essere attribuibile a uno scambio di cartelle cliniche, ma a un errore strumentale della macchina di laboratorio o a un errato inserimento dei dati nel computer. La questione è comunque da verificare nei prossimi giorni. "Capiamo il disagio della paziente – spiegano dall’ex Azienda ospedaliera lodigiana –, ma si tratta di una vera anomalia per il nostro presidio ospedaliero. E comunque non così grave e di emergenza come è stato spiegato dal figlio Claudio Trezzani". In ospedale, però, dopo aver effettuato gli esami di routine avevano prescritto alla donna una cura farmacologica molto superiore alla dose corretta (tre pastiglie intere invece di solo un quarto). Risultato? Valori fuori norma nel sangue di circa tre volte superiori al valore massimo considerato accettabile. Qualche giorno dopo la convocazione d’urgenza in ospedale per somministrare un farmaco correttore all’anziana, per ripristinare i valori normali nel sangue. Il figlio della paziente, Claudio Trezzani, precisa che «la mattina dopo il ricovero in ospedale i medici sono venuti a casa, mentre è la gestione seguente del caso che è stata particolarmente spregevole». Infatti, alla richiesta di proseguire con i prelievi a domicilio l’Asst di Lodi ha risposto a Trezzani in maniera negativa, giustificata dal fatto, come si legge nella mail inviata dall’Urp dell’ospedale di Lodi, che "non è compito della suddetta Unità di strutturale complessa eseguire prelievi a domicilio, né decidere quali pazienti possano rientrare nelle categorie degli aventi diritto". La vicenda non si fermerà qui. Il figlio della paziente ha già contattato un avvocato e si prepara a denunciare il reparto dell’ospedale Maggiore di Lodi colpevole del danno a sua madre.