Lodi, 12 ottobre 2017 - L’integrazione passa attraverso la lingua. Sono quasi 400 i richiedenti asilo accolti in 24 strutture del Lodigiano che ieri hanno ricevuto l’attestato di partecipazione al corso di italiano che si è tenuto da giugno a settembre nelle aule del Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) alla Don Milani. In provincia di Lodi sono oltre mille i richiedenti asilo accolti nelle strutture. Un numero che è in costante crescita di mese in mese, raddoppiato rispetto a meno di due anni fa quando nel Lodigiano erano poco più di 500 i migranti gestiti da in gran parte da privati.

Nell’attesa di ricevere i documenti e di essere convocati dalla commissione che valuterà la loro richiesta di rifugiato, questi giovani uomini e donne, provenienti da Nigeria, Mali, Ghana, Sudan e Bangladesh, partecipano a corsi d’italiano. Le lezioni, gestite dagli insegnanti delle coop, sono suddivise su più turni, dalle 8.30 alle 19. "La lingua è lo strumento fondamentale per integrarsi - spiega il dirigente del Cpia, Massimo Iovacchini -. L’insegnamento della lingua ai cittadini stranieri adulti, e soprattutto a quelli di più recente immigrazione, ha una funzione chiave per l’accoglienza e l’avvio del cammino verso l’inserimento sociale".

Ibrahim, 20 anni, del Senegal, accolto in uno dei centri d’accoglienza, ha imparato a scrivere in italiano da poche settimane. Ha partecipato a tutti i corsi passando ogni giorno due otre ore a leggere e scrivere. Ha stretto amicizia con altri migranti: per tutti loro le storie sono simili con violenze subite, inganni e familiari morti durante il viaggio. Racconti da condividere, che è possibile fare solo con una lingua comune. "Imparare l’italiano - dice il viceprefetto di Lodi, Mariano Savastano - è il primo passo per farvi conoscere e abbattere i timori che ancora oggi ci sono nel nostro Paese".