Lodi, 8 novembre 2017 - La Corte d'Assise di Udine ha condannato Giosué Ruotolo alla pena dell'ergastolo per il duplice omicidio dei fidanzati Teresa Costanza e Trifone Ragone uccisi a colpi di pistola la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone. Ruotolo è stato anche condannato a 2 anni di isolamento diurno. I giudici della corte d’Assise di Udine, hanno allungato di un giorno la loro permanenza all’interno della camera di consiglio allestita nella caserma dell’Aeronautica. La sentenza era inizialmente prevista per la giornata di ieri. Il 28enne militare campano era unico imputato nel processo per il duplice omicidio della lodigiana e del commilitone Trifone Ragone. 

La sentenza è giunta dopo oltre due giorni di camera di consiglio della Corte d'Assise presieduta da Angelica Di Silvestre affiancata dal giudice a latere Paolo Alessio Vernì e da sei giudici popolari. La pena rispecchia quella chiesta il 20 ottobre scorso il pm Pier Umberto Vallerin: ergastolo e due anni di isolamento diurno.  Alla richiesta di condanna si sono associati anche i legali delle parti civili, gli avvocati dei familiari delle due vittime, che hanno presenziato a quasi tutte le udienze del processo. Ruotolo - difeso dagli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito - si era sempre proclamato innocente ed ha ascoltato il verdetto con gli occhi bassi al fianco dei suoi legali. In aula c'erano anche i familiari delle vittime, i genitori e i fratelli di Trifone Ragone, la mamma, il papà e un fratello di Teresa Costanza.

FAMIGLIA DI COSTANZA: "NON AVREMO MAI PACE" - "Non avremo mai pace - hanno detto i genitori di Teresa Costanza, papà  Rosario e mamma Carmelina Parello - Un ergastolo non potrà mai lenire dolore. Abbiamo avuto giustizia ma nostra figlia non tornerà mai. Un ergastolo non potrà' mai lenire il nostro dolore. Ma almeno sappiamo quello che  èsuccesso. E un assassino è in carcere".

PM - "Non possiamo essere felici per una sentenza che vede condannato all'ergastolo un ragazzo di neanche 30 anni per delitti che riguardano due persone offese, praticamente coetanee - ha detto il pm Pier Umberto Vallerin -. Si accoglie questa sentenza con un senso di soddisfazione professionale soprattutto per il lavoro che ha svolto la Procura di Pordenone, in particolare i Carabinieri di Pordenone, anche con le sezioni specializzate che hanno fatto veramente un lavoro immane. Non c'è un senso di soddisfazione umana. Ci tengo a ricordare che è solo una sentenza di primo grado. Ruotolo non va assolutamente 'mostrificato'. Ci saranno sicuramente altri gradi di giudizio".