Sant'Angelo, 17 marzo 2017 - Un decreto della Regione in materia scolastica riaccende l’illusione del Comitato per la scuola dell'infanzia statale di Sant'Angelo che da 5 anni lavora per l'apertura dell'istituto. Ad oggi infatti a Sant'Angelo ci sono soltanto due scuole materne paritarie di ispirazione cattolica e chi, per questioni economiche, religiose o per semplice scelta, volesse mandare i propri figli in una scuola pubblica, non ha purtroppo alternativa. Ecco perché è nato l'impegno di genitori e nonni che nell'ultimo quinquennio, confrontandosi con cavilli burocratici e due diverse amministrazioni, si sono dati da fare. L’obiettivo però non è ancora stato raggiunto. Il progetto e così il capitolato per la ristrutturazione dei locali disponibili, che sono spazi liberi individuati alla scuola Collodi, sono pronti da mesi. Il Comune però non ha soldi e quindi si rimanda la scuola da tempo seppur nella disponibilità di continuare a crederci.

Stefania Gautieri, a nome del Comitato, spiega “trovata la disponibilità dell'amministrazione comunale in carica da giugno il Comitato quindi chiede un nuovo incontro al sindaco e all'assessore competente per discutere delle possibilità che secondo i volontari vengono offerte dal nuovo articolo nuovo decreto in attuazione dell'articolo 180 della legge 107 del 2015 sul sistema integrato di educazione ed istruzione dalla nascita fino ai 6 anni –spiega- L’obiettivo del decreto è di estendere in modo omogeneo l’istruzione pubblica per i piccoli da zero a 6 anni e qui da noi manca un tassello”.

La lettera di richiesta di incontro quindi consegnata e protocollata “a fine novembre il comune si è ritenuto disponibile a proseguire per il progetto della scuola paritaria statale ed eravamo rimasti d’accordo di aggiornarci e sentire la Regione per fare richieste economiche-ricorda la portavoce-. Ma adesso che abbiamo il posto alla scuola Collodi e il progetto già avvallato dai tecnici del comune per l’idoneità, ma mancano ancora i soldi sia per il capitolato di ristrutturazione dei locali che abbiamo fornito, arredi compresi, che per il personale dato che il provveditorato aveva problemi di organico. Chiediamo quindi all’ente locale di capire come chiedere finanziamenti alla regione e alle fondazioni in merito”. “Nel decreto si dice che le realtà in difetto come la nostra possono far richiesta alla regione chiedendo i finanziamenti necessari ma deve fare da tramite il comune”.

Purtroppo però, seppur ancora disponibile a ragionare insieme sul progetto, l’amministrazione ha ricevuto risposte negative in merito. “La situazione, nonostante il decreto, purtroppo è ancora quella che ci ha spiegato l’ufficio scolastico territoriale a fine anno-spiegano l’assessore all’istruzione Luisella Pellegrini e il sindaco Maurizio Villa che, nel frattempo, è stato anche dall’assessore regionale Aprea a verificare il tutto-. Nuove istituzioni di scuole dell'infanzia avvengono solo per compensazione nel caso si chiudessero delle sezioni nell'ambito della provincia di appartenenza. E non è il caso del Lodigiano. Sono comunque alla nostra attenzione tutti i documenti sul tema in caso cambi qualcosa e ci si possa attivare in merito”.