Lodi, 7 febbraio 2018 - Spaccio all'Isola Carolina. Grazie ad un blitz della Questura l’attività è stata stroncata sul nascere: 13 le persone fermate da 15 agenti, 2 i giovani tratti in arresto, 2 indagati e 3 i segnalati quali assuntori di sostanze stupefacenti. Nessun pericolo, però, per le famiglie e i bambini che frequentano altalene e giostrine nell’area verde ai piedi del centro storico: l’attività illegale, infatti, veniva avviata dopo le 17, verso il tramonto, quando ormai nel parco non restavano che pochi passanti. "Alcune volanti la settimana scorsa hanno notato attività sospette – spiegano dalla Questura –. Giovedì scorso è scattata dunque una prima operazione di controllo con agenti in borghese che ha permesso di individuare 4 spacciatori di marijuana e hashish.

Nel tardo pomeriggio di venerdì è scattato il blitz, con 15 agenti, alcuni dei quali in borghese. Il gruppetto di una dozzina di persone è stato accerchiato. Un nostro agente in borghese, che fingeva di leggere il giornale, ha visto B.J., 25 anni, libico, disfarsi di 13 dosi di droga, subito recuperate: insieme al coetano L.G., di Lodi, che al momento del blitz non aveva indosso alcuna sostanza, ma era già stato visto spacciare il giorno prima, è ora indagato ma in stato di libertà, non avendo venduto droga a minorenni".. Arrestati, invece, G.H., 22 anni, di Lodi, che aveva addosso 12 dosi di hashish e a casa nascondeva altri 100 grammi di droga e 2 bilancini, e G.C., 16 anni, romeno residente in città, che aveva 30 grammi di marijuana, 1 bilancino e 100 euro provento di spaccio. Per il primo ieri mattina la convalida dell’arresto e l’obbligo di firma; il secondo, portato al Beccaria di Milano in quanto minorenne, deve essere ascoltato dal magistrato, che deciderà in merito all’arresto e alle misure cautelari. Delle 13 persone portate in Questura, oltre ai 4 spacciatori, solo 3 sono state segnalate quali assuntrici di stupefacenti perché avevano addosso solo dosi per uso personale: si tratta di 2 lodigiani, di cui 1 minorenne, e 1 brasiliano residente a Milano. «I parchi rientrano nelle zone sensibili che monitoriamo insieme ai carabinieri – assicurano dalla Questura –; per questo abbiamo subito debellato l’attività di spaccio».