Crema, 9 agosto 2017 - ​È ancora in prognosi riservata il cremasco di 39 anni aggredito in stazione a Treviglio l’altro giorno. Sul misterioso episodio sul quale sta indagando la Polfer della città bergamasca e che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. Secondo una prima ricostruzione, il 39enne era seduto su una panchina in attesa di un treno.

Erano le 12.15 e nella stazione c’era parecchia gente. A un tratto sembra che il cremasco sia stato avvicinato da quattro nordafricani. Tra il gruppo di stranieri e il 39enne pare ci sia stata una breve discussione che ben presto è sfociata in una rissa. Uno degli stranieri avrebbe spintonato l’uomo che, probabilmente non in grado di reggersi correttamente in piedi, è caduto andando a finire sui binari, picchiando la testa contro la porta del treno che era in attesa dell’ordine di partenza e terminando tra banchina e treno, in una posizione di estremo pericolo perché se il convoglio fosse partito, l’uomo avrebbe rischiato di venire travolto. Dopo la botta in testa rimediata, infatti l’uomo è rimasto inanimato. I quattro stranieri per fortuna hanno pensato bene di toglierlo dalla pericolosa situazione e stenderlo sulla banchina, per poi darsi velocemente alla fuga. Tutta la scena è stata notata da altri passeggeri in attesa dei treni che hanno subito soccorso il malcapitato e dato l’allarme. In breve sul posto è arrivata un’ambulanza che ha portato il ferito all’ospedale del paese dove i medici, viste le condizioni delle lesioni alla testa, hanno ritenuto di indirizzare il paziente a Bergamo. Una volta arrivato nell’ospedale Papa Giovanni XXIII il cremasco è stato operato alla testa e poi sistemato nel reparto di Rianimazione, in prognosi riservata. I medici comunque sono piuttosto ottimisti circa le possibilità di una ripresa. Nel frattempo l’indagine è stata avocata dalla Polfer di Treviglio che sta controllando le immagini registrate dalle telecamere e che hanno documentato la rissa. Nella giornata di ieri i medici non hanno sciolto la prognosi.