I promotori della manifestazione invitano i lodigiani in centro sabato mattina per chiedere a Comune, Provincia e Regione di impegnarsi a istituire fondi di solidarietà
Lodi, 22 febbraio 2012 - «Occuperemo piazza Castello perché vogliamo il ripristino del fondo di solidarietà provinciale». La protesta pacifica (sulla scorta dei vari Occupy dei mesi scorsi tra cui quello di Wall Street) scatterà sabato dalle 9 alle 14, ed è promossa da alcuni partiti, organizzazioni sindacali e una lunga serie di associazioni. Gli organizzatori hanno illustrato oggi le loro motivazioni.
«La molla che ci ha spinto a prendere questa iniziativa è un impoverimento drammatico dei lavoratori licenziati senza alcuna copertura di ammortizzatori sociali - ha affermato Andrea Viani di Rifondazione Comunista - . Dopo questa battaglia sul fondo di solidarietà ne seguiranno altre. La disoccupazione, anche nel Lodigiano, ha raggiunto livelli allarmanti. I senza lavoro iscritti alle liste di disoccupazione, sono passati da 13.543 a dicembre 2011 a 14.169 a gennaio 2012, in crescita del 28,11% rispetto al gennaio 2010 e del 65,72% rispetto a gennaio 2009. La percentuale dei disoccupati da dicembre a gennaio è salita da 8,76% a 8,81%. Anche la situazione della mobilità è disastrosa: a gennaio 2012 ci sono stati 78 nuovi lavoratori in mobilità. Erano 2.129 al 31 dicembre e sono passati a 2.207 al 31 gennaio. Nel 2011 ci sono stati 207 nuove mobilità e l'aumento mensile medio è stato di 17 lavoratori. Quindi a gennaio è stato un vero boom. Rispetto all'inizio della crisi del 31 dicembre 2007 la mobilità è esplosa da 872 a 2.207 (+161,18% rispetto al 31 dicembre 2008)».
«Ci sono poi circa 10.000 persone che da almeno 4 mesi sono senza alcun reddito - ha proseguito - . La crisi crea due urgentissimi bisogni materiali: bisogno di posti di lavoro e di sostegno al reddito. A fronte di tutto questo la Provincia cancella il fondo di solidarietà e vara misure che, se tutto andrà bene, porteranno 81 posti di lavoro (di cui solo 12 a tempo indeterminato) e 36 interventi di sostegno al reddito.
«Misure che andrebbero bene se ci fosse una economia forte - gli ha fatto eco il consigliere provinciale Vincenzo Romaniello, di Italia dei Valori, altro partito che sostiene la battaglia - . Noi chiediamo di riattivare il fondo di solidarietà nei Comuni, in Provincia e di istituire un finanziamento regionale del fondo di solidarietà. La Provincia di Lodi potrebbe devolvere al fondo, ad esempio, 100 mila euro dei fondi in arrivo nelle sue casse dall'aumento dell'Rc auto annunciato». «Ci sarà anche da bere e da mangiare, distribuiremo panini - è entrato nel dettaglio dell'occupazione Enrico Bosani di Rifondazione - . Ci sarà un microfono a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire».
In piazza Castello arriveranno anche portavoce dei lavoratori dei treni-notte che da settimane protestano a Milano per la loro cancellazione. «Il Gap, gruppo di acquisto popolare - ha fatto sapere Piero Mazza - proporrà i prodotti alimentare con un ulteriore sconto del 10% ai soci vecchi e nuovi. Parte del ricavato andrà a sostegno della società di mutuo soccorso dopo l'incendio del novembre scorso». «Indignazione e malcontento verso le misure adottate dal governo stanno crescendo» ha rimarcato Eugenio Vicini referente Cgil per le nuove identità lavorative, ossia gli atipici. In piazza ci saranno anche Ife (Iniziativa femminista europea), l'associazione Donne&Donne («a pagare la crisi è sempre di più il genere femminile» dicono), la Federazione della Sinistra, l'Unione Inquilini, la funzione pubblica Cgil e la cooperativa libreria popolare.
di Tiziano Troianello