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Gli artigiani sono responsabili Usato 29% di cassa autorizzata

Ore diminuite del 45% rispetto al 2009-10

In questo modo hanno gravato di meno su Stato e Regione. Il segretario Boselli: "Sulla riforma del lavoro vorremo che si aumentasse il periodo di prova in edilizia"

Ragazzi in cerca di lavoro
Ragazzi in cerca di lavoro

Lodi, 21 febbraio 2012 - «I dati del ricorso alla cassa integrazione in deroga da parte del mondo artigiano dimostrano che i nostri imprenditori hanno un senso di responsabilità sociale altissimo, tanto più accentuato in provincia di Lodi». Vittorio Boselli, segretario di Confartigianato, commenta così i dati forniti dal proprio Osservatorio regionale sulle piccole imprese e che mostrano un ricorso sempre più scarso alla cig in deroga (CigD) da parte della categoria: «Le ore autorizzate, dopo il biennio terribile 2009-2010, nel Lodigiano sono diminuite di quasi il 45% passando dalle 406.216 del 2010 alle 224.383 ore autorizzate nel 2011. A ciò si aggiunga che, anche nel nostro territorio, le imprese hanno poi effettivamente usato solo il 29% delle ore autorizzate. In definitiva nel 2011 il nostro settore ha pesato solo per il 16,6% delle ore autorizzate di CigD, il dato migliore tra le province lombarde».

Confartigianato legge il resconto alla luce del tema della riforma del mercato del lavoro e dell'ipotesi, al vaglio del Governo, «di chiamare anche l'impresa artigiana a contribuire ulteriormente al sostegno degli ammortizzatori sociali, con un aggravio dei costi al momento insostenibile da aziende vicine al punto di rottura». Se Cig ordinaria e straordinaria sono a carico delle imprese, infatti, la CigD al momento è sostenuta per il 40% dalla Regione e per il 60% dallo Stato: «Gli artigiani - rimarca Boselli - sostengono già gli enti bilaterali (Elba) che hanno fronteggiato la prima parte della crisi. Ma soprattutto il mondo artigiano, pur a fronte di un numero di infortuni sul lavoro in continuo calo, continua a versare premi assicurativi molto alti all'Inail. L'avanzo prodotto finisce nella fiscalità generale dello Stato per cui facciamo già la nostra parte. A ciò si aggiunga che la precarietà nel mondo del lavoro non è propria dell'artigianato: dopo l'apprendistato, fatta eccezione per qualche lavoro a chiamata o a progetto, la quasi totalità degli addetti viene assunta a tempo indeterminato. Per l'artigiano una persona formata è un capitale umano. Semmai siamo interessati all'ipotesi di un "congruo periodo di prova" prima dell'assunzione definitiva: in edilizia, ad esempio, solo 6 giorni di prova sono pochi».

Paolo Roda ha poi fornito i dati in dettaglio: «Nel 2010 sono state 62 le aziende lodigiane che hanno utilizzato la CigD tramite noi, di cui 33 nel settore metalmeccanico, 8 nel tessile, 4 nell'edilizia e 4 nella grafica. Nel 2011 sono state 51 aziende, con le stesse proporzioni. Quest'anno solo 35 hanno chiesto il rinnovo a cui si sono aggiunte però altre 10 nuove aziende». Nel riportare i dati dell'Osservatorio, Mauro Parazzi ha sottolineato come la CgiD nel Lodigiano abbia registrato un calo in varie settori con la sola eccezione del commercio e dell'edilizia: «Nel confronto tra 2010 e 2011, per l'artigianato si è scesi dal 23% al 16,6%, per l'industria dal 63,8 al 46,4%, per l'edilizia invece si è saliti dal 0,7 al 2,3% e per il commercio dal 12,5 al 34,2%».

di Laura De Benedetti

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