Interrogato il cassiere della banda, Francesco Travaini. I Bond americani sequestrati in una una banca a Zurigo
Lodi, 21 febbraio 2012 - «Quei buoni del tesoro non sono affatto falsi, e lo sanno: i seimila miliardi di dollari sono solo scaduti». L’interrogatorio del promotore finanziario di 61 anni Francesco Travaini, andato in scena ieri mattina dopo l’arresto avvenuto venerdì nell’ambito dell’operazione «Vulcanica» assieme ad altre 5 persone, getta ancora più mistero sulla presunta truffa internazionale smascherata dalla magistratura di Potenza.
L’uomo, ascoltato per rogatoria nel carcere di Lodi dove è detenuto, è accusato di essere l’intestatario del contratto di deposito in Svizzera dove sono state trovate le casse contenenti i bond del tesoro americano: tre casse piene di pacchi ordinati in mucchiatti da 250 titoli, per un valore totale di 5.975 miliardi di dollari (il doppio del debito pubblico italiano).
«I bond sono veri — ha detto Travaini —. Sono stati emessi nel 1934, e avevano validità di 33 anni. Ora sono scaduti, ma chi dice che siano un falso mente». Alla luce delle dichiarazioni i magistrati daranno il via a nuove perizie, per verifgicare le dichiarazioni e risalire all’origine del «tesoro» dimenticato. Gli stessi esperti americani, interpellati dalla procura potentina, avevano parlato non di documenti «falsi», ma di «strumenti fittizi» che sarebbero serviti a loro dire per truffare le banche svizzere.
Mentre le stesse autorità statunitensi, emerge dalle indagini, avevano cercato in passato di comprare quegli stessi titoli, forse temendo uno scisma finanziario dalle conseguenze catastrofiche. Per gli inquirenti l’altra ipotesi è che con i certificati di credito la banda volesse acquistare del plutonio, da rivendere poi nel mercato clandestino delle armi. Per chiarire l’arcano saranno determinanti gli interrogatori degli altri indagati: oggi sarà ascoltato anche l’ex sindaco di Montescaglioso (Matera), Rocco Menzella, ritenuto la mente del gruppo.
di Alessandro Gigante