I giovani artisti: la 18enne Anita Lopez, Mattia Pifferi di 27 anni e Riccardo Tomacelli di 22. Domani alle 17 è fissata l’esibizione della band con la canzone «Polvere»
Codogno, 16 febbraio 2012 - Saranno a Sanremo, il “tempio” della musica italiana, e da lì si può sognare. Sono i Dedalo, nome della mitologia greca dietro al quale esce fuori la freschezza dei vent’anni e la voglia di emergere di tre ragazzi che, a dispetto dell’età, hanno già un’ottima esperienza musicale. «Noi diamo le ali alla gente con le nostre canzoni», è il loro motto. Come il grande inventore che diede le ali a Icaro. Ma loro sicuramente non si avvicineranno troppo al Sole e le loro ali continueranno a sbattere nel cielo della musica.
Domani alle 17 per Anita Lopez, 18 anni, di Guardamiglio, Mattia Pifferi di 27 anni di Camairago, e Riccardo Tomacelli, 22enne di Milano, sarà il grande giorno: si esibiranno a Casa Sanremo, ospiti della manifestazione collaterale al festival dove parteciperanno a un concorso per il quale sono stati selezionati: canteranno “Polvere”, un brano che solo per il giro di basso si rifà al brano di Enrico Ruggeri ma che - nella musica, nelle parole e nella metrica - si offre a chi l’ascolta come un’originale performance di suoni rap e melodici.
Esiste anche un videoclip visibile sul canale youtube e che ha già quasi 4mila visualizzazioni. Ora la canzone sarà riproposta con la nuova corista, Anita Lopez appunto, visto che la prima versione la componente femminile era diversa. Le storie dei tre ragazzi sono differenti, ma hanno un denominatore comune: la scuola Ars Arti e Spettacolo di Francesco Esposito, visto che sia Pifferi che Lopez si sono esibiti sul palco in due iniziative organizzate dalla scuola di via Pandolfi a Codogno dove un capannone è stato trasformato nel regno di danza, canto e recitazione. Lopez si è esibita a “La notte vola” nel 2009, Pifferi in “Scanzoniamo”. Le loro strade poi si sono unite e ora all’orizzonte c’è la possibilità, trattenendo il respiro e incrociando le dita, del grande balzo. «È ciò che ho sempre voluto fare nella vita. E far diventare la passione un mestiere, credo che sia il massimo», ha detto Riccardo, in arte Toma Large. «Tra di noi c’è unione, fiducia, complicità — assicura Anita, la più giovane —. Io mi sono sempre esibita, ma qui mi presento come un albero spoglio...E l’emozione è tanta».
Il sogno è quello di tutti i musicisti: immettere sul mercato discografico un Lp. «Ci stiamo lavorando. Faremo altri videoclip e brani singoli», spiega il trio che non inquadra la propria musica in uno stile definito. «Non è un genere proprio — spiega Pifferi, o meglio Piffe Mc —. Si fondono hip hop, rock, rap e melodico». Martedì sera, Francesco Esposito li ha ospitati nella sua scuola prima della trasferta sanremese. «Io sono partita da qui. Ho frequentato scuola di canto con Patrizia Rossi, che ringrazio. Poi ho cominciato a fare passi da sola. Ho la musica nel sangue, cantavo già da quando ero piccolissima», racconta Anita che ultimamente era cantante solista nell’orchestra di Fausto Tenca. Piffe Mc e Toma Large erano un duo affiatato già nel 2011, quando hanno avuto l’esigenza di trovare una voce femminile: ecco quindi che la fusione dei tre talenti.
Ora, sotto le ali protettive della talent scout Cinzia Veneziano, si punta prima a Casa Sanremo e poi alla produzione del loro secondo video. «Troviamo una storia da raccontare, poi facciamo il testo, la linea melodica e la metrica. Proviamo con la chitarra se tutto fila e poi si registra», dicono i ragazzi. «Sono felice per loro. La scuola è aperta dal 2006 e a qui sono passate circa 500 persone — ha detto Francesco Esposito — Sono molto bravi e si meritano tanto successo».
mario.borra@ilgiorno.net