Il segretario della Cgil, Domenico Campagnoli: "La Cisl venerdì ha fatto un grave errore politico. Come sindacati ci eravamo impegnati ad agire congiuntamente "
Lodi, 1 febbraio 2012 - Continuanole schermaglie tra sindacati nella trattativa per l'ampliamento da 6 milioni di euro della ditta Icr. Se venerdì era stata la Cisl ad indire un'assemblea fuori dallo stabilimento dell'azienda con i lavoratori delle cooperative impiegate nel sito, ieri invece è stato il turno di Cgil e Uil di restituire lo «sgambetto» al sindacato concorrente, indicendo due assemblee in fabbrica alle 9,30 e alle 14.
Subito dopo però la Cgil ha spiegato in una conferenza stampa (disertata però dalla Uil) il perché dell'iniziativa: «Ci siamo riuniti in assemblea senza la Cisl - spiega Francesco Cisarri, della Filcem Cgil - per dare informazione ai lavoratori dopo le voci di questi giorni. Senza però discutere dei punti di merito, che ancora non siamo deputati a trattare. Molte richieste vanno al di là della trattativa locale, e saranno analizzate dalle segreterie regionali e nazionali anche tenendo conto del prossimo rinnovo del contratto nazionale di settore. Si rischia in questa fase di dividere i lavoratori, mettendoli gli uni contro gli altri. Vogliamo portare a casa l'accordo per tutti: per questo ci muoviamo un passo alla volta».
«La Cisl venerdì ha fatto un grave errore politico - spiega il segretario Cgil Domenico Campagnoli - . Come sindacati ci eravamo impegnati ad agire congiuntamente in attesa di un documento "ripulito" da richieste di deleghe che come sindacato locale non possiamo trattare. Ma la Cisl ha di fatto violato l'accordo. Abbiamo lanciato un segnale come Cgil e Uil, non per andare a sancire ulteriori divisioni ma come invito a rimuovere ogni possibile divisione corporativa nella trattativa. La questione è delicata. Il sindaco, ad esempio, ci disse all'indomani del primo incontro che il presidente di Icr Roberto Martone gli aveva ventilato di essere pronto a spostare tutta la produzione a Cortemaggiore, nel piacentino, dove gli offrivano sgravi economici fino all'80%. Guerini mise poi sul piatto la rinuncia a 1.100.000 euro di oneri, per trattenere l'azienda sul territorio. Un gesto che abbiamo apprezzato».
Nella conferenza stampa ha pesato però l'assenza del segretario della Uil Tino Bolognesi: «Abbiamo condiviso l'iniziativa delle assemblee nella fabbrica - spiega quest'ultimo - ma non abbiamo voluto partecipare alla conferenza stampa perché, dopo aver deciso di fare un percorso di unità, continuare ad alzare il tiro su situazioni formali e non di merito non ci sembrava opportuno». Nessun commento invece dal segretario Cisl Mario Uccellini: «Sulle assemblee non ho nulla da dire. Preferisco privilegiare le iniziative che ci uniscono. A dividerci, anche se non credo che accadrà, potranno essere solo questioni di merito».
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di Alessandro Gigante