Guido Scarpino, segretario Fit Cgil: "Non capiamo cosa sia andata a chiedere la Cisl: forse lavorano sull'incertezza delle persone"
Lodi, 28 gennaio 2012 - Prime crepe nel fronte unitario dei sindacati nella delicata trattativa per l'ampliamento da 6 milioni di euro della fabbrica Icr di Lodi, con conseguente dibattito sulla regolarizzazione dei lavoratori. A scatenare l'ira di Cgil e Cisl l'assemblea svolta ieri pomeriggio con un'ottantina dei lavoratori delle cooperative interne alla Icr (circa 300 persone in tutto suddivise tra T.S.T., S.H.O. e S.L.G.) dal segretario della Fit Cisl trasporti Giorgio Tornusciolo: «I lavoratori ci hanno manifestato la loro preoccupazione per la situazione delle cooperative, quando gli è stato detto che dovrebbero cessare l'attività il 31 di marzo, - spiega il sindacalista - e noi siamo andati per tranquillizzarli sulla situazione e per spiegare che qualsiasi cosa accadrà sarà comunque negoziata con le parti sociali. Anche se la trattativa resta in mano ai sindacati confederali dei chimici, che si incontreranno martedì con il sindaco proprio per chiarire la situazione».
Ma la mossa non è andata giù alla Fit Cgil, che con una lettera aveva chiesto di rinunciare per indire un'assemblea unitaria con la Uil dopo l'incontro con il sindaco. «C'è un tavolo negoziale aperto in cui i sindacati agiscono in modo unitario - spiega Guido Scarpino, segretario Fit Cgil - . Non capiamo, non avendo noi nulla di concreto in mano, cosa sia andata a chiedere la Cisl: forse lavorano sull'incertezza delle persone. Gli ho chiesto di tornare sui suoi passi per lavorare insieme, ma non ha voluto». «Nell'ultima assemblea in Icr Fit Cgil e Uilt ci hanno accusato di "agire in malafede" - ribatte però Tornusciolo spiegando il suo diniego - , mentre in più occasioni in altre vertenze è stato messo in dubbio da Scarpino l'operato del nostro sindacato. Non credo nella "quasi unitarietà" quando conviene: per cambiare passo dobbiamo riconoscere cosa c'è stato prima e perché, per poi porre in essere atti e fatti che riparino i danni inferti».
Il blitz di Tornusciolo ha fatto però adirare la Uil: «Questa presa di posizione univoca fa arrabbiare, non capisco a cosa voglia puntare - dice Tino Bolognesi, segretario Uil - . Mi dispiace che la Cisl abbia preso questa iniziativa che rischia di mandare a monte percorsi unitari già avviati». Mentre è laconico il segretario della Cgil Domenico Campagnoli: «Il signor Tornusciolo per fare due tessere in più rompe il clima sindacale corretto tra sindacati e istituzioni teso a salvaguardare gli interessi occupazionali. Ci siedermo al tavolo martedì, ma solo con chi rispetterà gli accordi». Il segretario provinciale della Cisl Mario Uccellini getta però acqua sul fuoco: «Non sapevo della lettera di Scarpino - spiega - ma dò la massima disponibilità agli altri sindacati per continuare a fare le cose insieme. La nostra volontà è quella di marciare unitariamente». alessandro.gigante@ilgiorno.net
di Alessandro Gigante