A Maleo
bonifica infinita
I costi lievitano
di un milione
Tempi lunghi: la collina di immondizia è intrisa di acqua. Cascina Sessa sono ammassati a ridosso della vecchia strada per Cavacurta oltre 2 milioni di metri cubi di immondizia

Maleo, 29 dicembre 2010 - La messa in sicurezza della maxi-pattumiera in località “Cascina Sessa” (le stime indicano oltre 2 milioni di metri cubi di rifiuti urbani ammassati a ridosso della vecchia strada per Cavacurta) si è mossa finora lungo un percorso pieno zeppo di difficoltà, ma all’orizzonte si intravvedono sbocchi positivi e definitivi, come assicura il vicesindaco Giuseppe Maggi incaricato di occuparsi di una autentica “patata bollente” dal punto di vista tecnico e burocratico.
Sul fronte economico, le precedenti e l’attuale amministrazione capeggiata dal sindaco Pietro Foroni, sono riuscite a racimolare un “tesoretto” di oltre 7 milioni di euro, corrisposti al 50% dalla Stato (ministeri del Tesoro e dell’Ambiente) e per l’altro 50% dalla Regione Lombardia. Per la bonifica della maxi discarica (impianto regolarmente autorizzato, dichiarato off-limits alla fine degli anni Ottanta), è stato sversato pattume da quasi tutti i Comuni del Lodigiano e poi anche da altre province, è stata individuata una tecnica rivoluzionaria, sperimentata finora solo in Toscana: praticare iniezioni di aria ossigenata attraverso centinaia di fori distribuiti su tutta la voluminosa “collina dei rifiuti” così da inertizzare completamente quella che in più occasioni è stata definita una pericolosissima “bomba ecologica”.
Maleo, dopo un laborioso iter burocratico, ha assegnato gli interventi di inertizzazione del pattume (quasi 4 milioni di euro a base d’asta) alla impresa “Progesam spa” di Milano, che però a causa di sopraggiunte vicissitudini finanziarie ha passato la mano alla “Sea” di Trento.
«Stiamo facendo un lavoro di squadra — ripere il vicesindaco —, c’è un tavolo di concertazione attorno a cui, con noi, si riuniscono Regione, Provincia, Arpa e Asl di Lodi. Però all’inizio del 2010, al momento di procedere alla inertizzazione, sono arrivate le prime amarissime sorprese: si è scoperto che la base della montagna di rifiuti era inzuppata d’acqua e che l’ossigeno non sarebbe servito a nulla senza una preventiva aspirazione di tutto il “percolato” (il liquido che si forma dal dilavamento dovuto alle piogge e ad altre intemperie, ndr)».
Per agevolare “l’essiccazione” a settembre su tutta la collina dei rifiuti è stato steso un enorme telo in Pvc. Ora diventa necessario aspirare il percolato. Poi dovranno trascorrere altri tre anni per la ossigenazione. «Ma io sono fiducioso», insiste il vicesindaco. Intanto anche le spese hanno fatto un forte balzo in avanti: 1 milione e 300 mila euro in aggiunta ai 4 milioni già previsti a base d’asta. «La Giunta regionale ci ha autorizzato ad utilizzare i fondi derivanti dal ribasso d’asta per risolvere il problema del percolato — conclude Maggi —. Lo scorso 3 dicembre noi ci siamo adeguati e in Giunta abbiamo adottato una delibera con la quale diamo l’ok alla perizia suppletiva e alle opere che - tempo permettendo - inizierenno nei primi mesi del 2011».
di Pietro Troianello

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