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IL NODO DA SCIOGLIERE

Si attende ancora il via libera allo «stato di emergenza»

— LODI —
LA CONCESSIONE dello stato di emergenza da parte del Governo e il dissequestro da parte della Procura di Lodi del ponte crollato lo scorso 30 aprile. Sono questi i due “pas...
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2009-07-07
— LODI —
LA CONCESSIONE dello stato di emergenza da parte del Governo e il dissequestro da parte della Procura di Lodi del ponte crollato lo scorso 30 aprile. Sono questi i due “passi” attesi ora dal territorio per poter fare decollare l’iter di realizzazione del nuovo viadotto sul Po lungo la statale 9 tra San Rocco e Piacenza. Per costruire la nuova infrastruttura l’Anas ha affermato di aver bisogno di 14 mesi, ma questi potranno prendere il via solo dopo che sarà tolto il sequestro e dopo che il Consiglio dei Ministri avrà dato il benestare all’applicabilità delle procedure di urgenza, con tempi ridotti. Proprio questo riconoscimento è atteso dagli enti locali quotidianamente, ma a tutt’oggi stenta ad arrivare.
«Abbiamo presentato la richiesta fin dallo scorso 5 maggio — riferisce il sindaco di San Rocco, Giuseppe Ravera —. Il capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, il 21 giugno scorso, ha trasmesso ai presidenti delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna, la bozza dell’ordinanza volta a consentire la realizzazione del nuovo ponte sul Po in tempi rapidi. L’Emilia e la Lombardia hanno già dato il loro assenso, ora manca solo l’ok del Governo».

«NOI LO ATTENDIAMO con grande ansia — aggiunge —. Solo con lo stato di emergenza potrà essere affidato l’appalto del nuovo viadotto della via Emilia con una trattativa privata, a inviti. In caso contrario, con procedura normale, la gara dovrebbe prolungarsi per mesi. Lancio un appello al Governo. Ogni giorno che passa è un giorno perso. Noi abbiamo fatto il prima possibile e in 60 giorni abbiamo approvato un progetto condiviso. Anche a Roma facciano la loro parte».
T.T.









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