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— CODOGNO — AL SINDACO Emanuele Dossena cedere la parte di Asm che g...

— CODOGNO —
AL SINDACO Emanuele Dossena cedere la parte di Asm che gestisce la rete idrica alla nascente Sal non va giù. Almeno come ora l’operazione si presenta. Non a caso du...
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2009-07-04
— CODOGNO —
AL SINDACO Emanuele Dossena cedere la parte di Asm che gestisce la rete idrica alla nascente Sal non va giù. Almeno come ora l’operazione si presenta. Non a caso durante l’ultima seduta di Consiglio comunale, la delibera che si doveva votare per decidere il passaggio del patrimonio e della rete idrica alla società unica del Lodigiano è stata semplicemente ritirata. E non si sa neppure quando sarà ripresentata. Il motivo è l’opposizione sollevata dalla Giunta sull’operazione che ha portato alla nascita di questa nuova società, destinata a incorporare tutte quelle esistenti attualmente nel territorio. «Illegittima» era stata definita in una lettera spedita all’Ato dal sindaco nelle scorse settimane.

IL PROBLEMA però sta nello statuto di Sal, che prevede una composizione del capitale totalmente pubblica. Asm, invece, dal 2003 è partecipata al 49 per cento dalla Lineagroup, una ex municipalizzata che gestisce servizi pubblici fra Bergamo e Cremona, nella cui orbita c’è anche il servizio gas dell’Astem di Lodi. Per cedere la parte idrica della società codognese, guidata da Laura Quaini, alla nascente Sal, il Comune dovrebbe quindi liquidare anche il socio privato che detiene metà del capitale. Un’operazione costosa, sicuramente, per il Comune. E la Giunta non ha dato il suo via-libera. Antonio Bagnaschi, ex assessore all’Ambiente, replica alla scelta di Codogno: «Non so quali siano le motivazioni — ha detto —, so che loro hanno scritto definendo il nostro un modello illegittimo. Certo se non dovessero entrare nella Sal, Codogno si troverebbe da sola, con una società in perdita economica, che Sal avrebbe pagato a peso d’oro, e che non gestirebbe direttamente neppure il servizio idrico».
Gui.Ba.









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