2009-07-02
di LAURA DE BENEDETTI
LODI
SETTANTA multe al giorno, circa 500 nella prima settimana di entrata in vigore del servizio di rilevazione delle infrazioni tramite le telecamere di controllo agli accessi della Zona a traffico limitato. Sono numeri record, che prima con la presenza dei vigili non si raggiungevano neanche lontanamente (erano state 700 in tutto il 2008), quelli relativi alla settimana compresa tra il 15 e il 22 aprile quando il sistema elettronico T-ID, installato il 2 marzo agli accessi di corso Vittorio, via Garibaldi e corso Roma e avviato in via sperimentale fino alla metà di aprile, ha iniziato ufficialmente a registrare le targhe dei mezzi non autorizzati allaccesso nel centro storico, facendo scattare le contravvenzioni. Si tratta inoltre di numeri reali perché gli accessi irregolari sulla carta erano di più ma approfonditi controlli da parte del Comando della Polizia locale, protrattisi per oltre un mese, hanno ridotto il numero ad una media di 70 contravvenzioni quotidiane. Ora è al vaglio la settimana successiva di aprile.
IL COMANDO ha infatti a disposizione 150 giorni per poter contestare linfrazione: non cè fretta. «Ritengo che sia un dato destinato a diminuire col passare delle settimane - commenta lassessore Leonardo Rudelli -. Il nostro obiettivo è quello di garantire lefficacia della Ztl, che non avvengano accessi non consentiti e regolamentati, non di sanzionare. Il comandante dei vigili sta facendo un lavoro ponderato. Il sistema di base, delle telecamere, è infallibile ma poi servono aggiustamenti, ci sono molte situazioni che vanno verificate. E noi vogliamo evitare disagi, di far arrabbiare inutilmente i cittadini». Ci sono ad esempio molti mezzi delle forze dellordine provenienti da fuori Lodi, mezzi di corrieri ma anche residenti-commercianti che hanno il doppio pass per cui il sistema può aver originato un errore per un accesso fuori dagli orari di carico-scarico. E via dicendo. Di certo per i trasgressori cè la multa di 78 euro (86,20 con le spese di notifica), che raddoppia se non pagata entro 60 giorni. Il sistema ha permesso accertamenti anche sui pass disabili: il Comune ha scelto di incrociare i dati di accesso con quelli anagrafici, scoprendo che qualcuno degli intestatari era, nel frattempo, deceduto.
I FAMILIARI sono stati invitati a riconsegnare il documento; altri, nellordine di una decina, lo hanno fatto spontaneamente: «Si tratta però - spiega Rudelli - solo di un 3, forse di un 5% dei possessori di pass disabili. Il problema riguarda la modalità del rilascio dellinvalidità, che segue norme regionali, e per cui non possiamo far altro che sollecitare lAsl perché sia rigorosa, ma anche del rinnovo, dopo 5 anni, da parte del medico di famiglia: bisognerebbe capire con che grado di serietà viene effettuato».