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LE CAUSE

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«I PENDOLARI lodigiani? Voglio incontrarli. La mia agenda si sta facendo già sempre più fitta ma si può fare anche di sabato». Nancy Capezzera è as...
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2009-07-02
— LODI —
«I PENDOLARI lodigiani? Voglio incontrarli. La mia agenda si sta facendo già sempre più fitta ma si può fare anche di sabato». Nancy Capezzera è assessore provinciale ai Trasporti da pochi giorni. Non conosce dunque ancora in dettaglio la situazione, soprattutto per quanto concerne il rinvio, a data da destinarsi, della linea suburbana S1. Però, assicura, si documenterà: «Andrò in Regione per vedere quanto prima le carte e gli accordi, verificando di persona la documentazione», afferma. Per il momento si limita a rimarcare, citandolo, quanto detto a Lodi, in campagna elettorale, dall’assessore regionale Cattaneo: «La Regione, ente che gestice i soldi di tutti, non intende pagare di più a Trenitalia un servizio a fronte dell’evidente degrado». Ma, ribadiscono i pendolari, in questo braccio di ferro che va avanti da mesi, sono solo loro ad andarci di mezzo: «Come per il ponte sul Po — assicura Capezzera — non ci si alzeremo dal tavolo di confronto se non si trova una soluzione sul fronte economico e di qualità. Anche se non è facile: quando amministri ti trovi a che fare con burocrazie e tempi che slittano. Bisognerebbe semplificare». Intanto i pendolari, che avevano invano atteso a giugno l’entrata in vigore ‘rivoluzionaria’ della linea suburbana, rinviata a data da destinarsi, continuano a patire i disagi, tra treni in ritardo e soppressi: solo ieri e martedì quello delle 9.55 per Milano è stato cancellato con un annuncio due minuti prima della partenza.

ALTRI CASI si erano verificati la scorsa settimana. Ma non solo : «Ho saputo — afferma Giusy Messina, del Comitato Pendolari — che, come già accadeva gli altri anni, il treno delle 7.30 che prendo di solito al mattino, sarà sospeso in agosto. Ma non sarà ‘sostituito’ da un altro treno che transita in stazione pochi minuti prima e che in genere, ad agosto, veniva fatto fermare anche a San Zenone. Un disservizio annunciato. Morale? Dovrò prendere il treno delle 6.55. Se salissi su quello successivo, delle 7.49, infatti, non riuscirei ad essere in ufficio per le 8.30; già quello solito, delle 7.32, dovrebbe essere in stazione a Milano alle 8.10 ma ciò accade, forse, tre volte alla settimana. Bastano anche solo 5 minuti di ritardo per arrivare tardi al lavoro».
L.D.B.









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