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Comune e Provincia finanziano i lavori curati dall’associazione Città murata:una risorsa per il turismo

Parte il salvataggio del torrionedi Lodi

di LAURA DE BENEDETTI
— LODI —
PARTE DAL RESTAURO del Torrione il progetto di recupero della città sotterranea a fini turistici. «Il Torrione — ha spiegato ieri il sind...
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2009-05-16
di LAURA DE BENEDETTI
— LODI —
PARTE DAL RESTAURO del Torrione il progetto di recupero della città sotterranea a fini turistici. «Il Torrione — ha spiegato ieri il sindaco Lorenzo Guerini — è una struttura emblematica della città, spesso la simboleggia, dà persino il nome ad alcuni sodalizi. Ma soprattutto la sua messa in sicurezza è funzionale al recupero degli antichi percorsi sotterranei in quanto punto di snodo dei camminamenti».

L’IMPALCATURA attorno all’edificio verrà installata entro fine mese e i lavori, se non ci saranno sorprese sul piano tecnico, dovrebbero essere completati in 60-90 giorni, quindi entro l’estate. La Provincia ha ‘girato’ su questo intervento 200mila euro ottenuti dalla Fondazione Cariplo, mentre gli altri 170mila euro necessari sono invece a carico del Comune. «Anche il Torrione, dopo tutti gli interventi fatti su via Fanfulla, dimostra la grande attenzione al tema del recupero, della conservazione delle tracce delle nostre origini — ha commentato Osvaldo Felissari, presidente della Provincia —. L’obiettivo è incrementare il turismo con elementi di forte suggestione legati alla città sotterranea di cui abbiamo visto tracce anche in San Domenico, da cui probabilmente si sviluppano ulteriori percorsi. Ringrazio, per questo, gli ‘speleologi’ della città di Lodi».

IN REALTÀ gli speleologi non sono altro che i fondatori dell’associazione «Lodi città murata», Sandro De Palma, Tino Carinelli e Giorgio Granati, tre professionisti cittadini che per passione hanno svolto indagini e ricostruito le gallerie, difensive o di fuga, che si snodano sotto il suolo. È proprio l’associazione, previo accordo col Comune, ad aver affidato l’incarico del recupero a personale specializzato: Sergio Rettura come coordinatore e direttore lavori, Paolo Tarenzi per i rilievi geometrici, Cinzia Robbiati per i rilievi materici, Gabriele Malvisi per il progetto di consolidamento. I professionisti hanno illustrato lo stato dell’edificio storico, alto 38,70 metri, che presenta diversi ‘strati’, di diverse epoche, non legati tra loro e dunque soggetti a cedimenti, anche se la torre non ha problemi strutturali. La parte superiore, novecentesca, richiede solo un restauro delle superifici.

IL TETTO LIGNEO non è compromesso ma bisogna revisionare i coppi. Nella fascia bassa della torre è vistosa la lacuna, profonda 13 centimetri, con perdita del rivestimento più esterno: in realtà tutta la cinta muraria, a quell’altezza, è compromessa a causa delle infiltrazioni d’acqua e presenza di numerose fessure. Si interverrà dunque con iniezioni di materiali e legando i diversi strati di mattoni con spinotti in acciaio. Condizioni analoghe per il basamento, dove l’80% del rivestimento è crollato: «Va effettuata una disinfestazione profonda della struttura e poi bisogna ricostruire la fascia esterna con mattoni fatti a mano da fornaci del luogo, legando poi il tutto con gli spinotti». Un recupero, quindi, basato anche sul rispetto dei materiali storici con cui la struttura è stata realizzata.









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