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Nella viuzza della Città Bassa torna la kermesse nata 41 anni fa

Oldrado, per un week-end da strada a galleria d’arte

— LODI —
L’AVEVANO battezzata «Oldrado Da Ponte» come la piccola via della Città Bassa che si accingeva ad ospitarla, mimetizzandosi in una galleria d’arte a cie...
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2009-05-16
— LODI —
L’AVEVANO battezzata «Oldrado Da Ponte» come la piccola via della Città Bassa che si accingeva ad ospitarla, mimetizzandosi in una galleria d’arte a cielo aperto. Una storia nata quarantun anni fa, che in questo fine settimana viene riproposta secondo una formula ormai radicata nella tradizione lodigiana. Da questa mattina fino a domani sera, quadri e sculture di trentasette autori attivi a Lodi e nel Lodigiano affronteranno il giudizio di un pubblico non necessariamente limitato ai soliti «addetti ai lavori». Nella mattinata di domani (ore 11), l’«Oldrado Da Ponte», organizzata dal convivio artistico «Francesco De Lemene» in collaborazione con il consiglio di zona di Porta d’Adda, mette in programma il conferimento di tre premi, diventati un appuntamento fisso della manifestazione. Il riconoscimento del Comune di Lodi alla carriera artistica è stato attribuito a Fernando De Filippi, dal 1991 direttore dell’Accademia di Brera, protagonista di un’intensa carriera artistica. Il premio «Una vita per l’arte», decretato dal «Francesco De Lemene», rende omaggio al pittore e incisore lodigiano Luigi Volpi, morto lo scorso marzo all’età di 72 anni: un artista che ha sperimentato vari percorsi, contraddistinguendosi sempre per elevata capacità tecnica e spiccata sensibilità. Titolare del premio riservato ai giovani artisti, in nome di Pietro Arvini, un commerciante della Città Bassa che era stato tra i più generosi sostenitori dell’«Oldrado Da Ponte», è Andrea Mariconti, che ha già alle spalle un prestigioso curriculum espositivo e scenografico. La cerimonia di consegna dei premi si terrà negli spazi attigui alla galleria «Oldrado Da Ponte» di Ambrogio Ferrari, dove saranno presentate alcune opere di Volpi e Mariconti.

NEL PANORAMA culturale lodigiano l’«Oldrado Da Ponte» è entrata sul finire degli anni Sessanta. A pilotare il suo esordio ci avevano pensato alcuni commercianti della Città Bassa. Poi, a quei piccoli e intraprendenti imprenditori si era affiancato qualche appassionato d’arte. L’antica formula che le avevano assegnato Pietro Arvini, Giuseppe Savarè, Vero Pavia, Renato Gajardi, Agostino Negri, Ettore Bussoli e Augusto Felini, ben presto assecondati da concittadini come Italo Siboni e Giovanni Bellinzoni, impegnati a mettere in cantiere iniziative artistiche, puntava a valorizzare pittori e scultori locali, accostandoli ad alcuni personaggi di caratura nazionale. Così in via Oldrado Da Ponte, in quel vicolo che collega corso Adda con via Lodino, hanno fatto tappa con le loro opere figure del calibro di Brindisi e Migneco, De Amicis e Fiume, Mauri, Staccioli, Kodra.

IN UNA EDIZIONE degli anni Settanta, due pullman dell’Atm di Milano avevano portato nella Città Bassa l’imponente raccolta di incisioni realizzate da Aligi Sassu per illustrare i «Promessi Sposi». Episodio che aveva contribuito ad ampliare la fama dell’«Oldrado Da Ponte», «per la quale - ricorda Italo Siboni - era stato studiato un progetto che la immunizzasse dai dispetti del maltempo: una copertura in plexiglass che trasformasse via Oldrado Da Ponte in una galleria a tempo pieno». Non se ne fece mai nulla. Oggi e domani, in caso di pioggia, la mostra sarà ospitata in alcuni gazebo e sotto gli androni della piccola via che non vuole abdicare al rango di galleria d’arte al quale è stata promossa più di quarant’anni fa.









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