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La Cisl: in provincia 53 aziende in difficoltà

Lavoro, tre mesi neri In cassa 1.395 operai

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I NUMERI fanno paura. La cassa integrazione dilaga. E i lodigiani colpiti dalla crisi economica sono ormai 1.395. Fra gennaio e marzo di quest’anno - secondo i dati diffusi...
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211.jpg 2009-05-16
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I NUMERI fanno paura. La cassa integrazione dilaga. E i lodigiani colpiti dalla crisi economica sono ormai 1.395. Fra gennaio e marzo di quest’anno - secondo i dati diffusi dalla Cisl - in provincia le ditte in difficoltà sono 53: i dipendenti finiti in cassa integrazione ordinaria sono 1.317 e 58 gli operai in cassa integrazione straordinaria (vi si ricorre in caso di crisi settoriali o locali, ristrutturazioni, riorganizzazioni, conversioni aziendali, fallimento o liquidazione). In mobilità sono invece finiti venti operai.

IL SINDACATO pubblica un lungo elenco delle ditte in difficoltà: Alusteel di Somaglia, Arca e Omp di San Rocco al Porto, Arcelor di Somaglia, Areva e Kelvin di Guardamiglio, Aseg Galloni e Sama di San Colombano al Lambro, Hilta, F.lli Baggi, Mollificio Imma e Socoel di Lodi, Besozzi Elettromeccanica di Mulazzano, Delinox, Esme Italia, Farmet, C.B. e Torch sede di Lodi Vecchio, Carbo System e L.g. di Caselle Landi, Fabro, Ghedini Loredana, Coel Components e Polenghi Mario di Codogno, Elifra e M.Sordi flow di Montanaso, Elio Cavagna di Galgagnano, Eur di Zelo Buon Persico, Sergen e Farck di San Martino in Strada, Giannoni di Castiraga Vidardo, Knoll international, Metallurgia Graffignana e Marcegaglia building di Graffignana, Lg Primet di Orio Litta, Ma.na, Siboni e Vebe di Borgo San Giovanni, Meccanica e trattamenti, Raf Meccanica e Tumafond di Sant’Angelo, Montubo di Casalpusterlengo, Omza di Casalmaiocco, Officine di Valera Fratta, Original Tor di Sordio, Plastic Proget european di Livraga, Radital di Fombio, Rebughini e Tekno Adda di Cavenago d’Adda, Scomes di Castiglione d’Adda, Val.fer di Cerro.
La Lombardia non è mai stata colpita da un calo di produzione paragonabile a quello che sta avvenendo in questi primi mesi del 2009. Basti pensare che in regione le ditte che «annaspano» sono oggi 2.827, con 92.243 lavoratori colpiti. Nel periodo di crisi massima dal 1996 a oggi, che è stato il secondo semestre del 2001, le aziende in difficoltà erano «appena» 439 e i dipendenti in cassa o mobilità «soltanto» 30.021. Meno di un terzo, rispetto ai foschi numeri del primo trimestre del 2009.

ANIELLO D’ERRICO, delegato della Cisl per il comparto metalmeccanico, spiega: «La situazione lodigiana è da un bel po’ di tempo in crisi, ora si è aggravata. Alessandro Baggi (presidente associazione industriali lodigiani, ndr) ed Enrico Perotti (presidente Camera di commercio, ndr) vedono la luce in fondo al tunnel della crisi, io non so proprio come facciano a dirlo». All’orizzonte c’è l’esaurimento del «bonus» delle casse integrazioni ordinarie (il tetto massimo è 52 settimane in due anni) per le ditte. La paura è che ora gli industriali vogliano forzare la mano con i licenziamenti. D’Errico stoppa l’ipotesi: «Gli imprenditori devono capire che non si può avere botte piena e moglie ubriaca. Saremo molto rigidi. Ora la soluzione giusta è quella dei contratti di solidarietà», secondo la logica: lavorare meno, lavorare tutti.









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