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Tabaccaio ucciso Dieci giorni di buio La svolta dai Ris?

di ANNA GIORGI
— SANT’ANGELO LODIGIANO —
SONO PASSATI DIECI GIORNI dal terribile e anomalo omicidio che ha sconvolto la tranquillità di Sant’Angelo Lodigiano. Dieci g...
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2009-01-11
di ANNA GIORGI
— SANT’ANGELO LODIGIANO —
SONO PASSATI DIECI GIORNI dal terribile e anomalo omicidio che ha sconvolto la tranquillità di Sant’Angelo Lodigiano. Dieci giorni di buio. Era il primo giorno dell’anno, quando Mario Girati, il tabaccaio pensionato, 75enne, è stato trovato morto, ucciso da otto colpi di punteruolo. Sopra il negozio, teatro dell’omicidio, abitano la figlia e il marito, a cento metri di distanza, al bar «del Ponte», quella notte c’era una festa di Capodanno.
A pochi passi dal luogo, teatro del terribile assassinio, ci abita la moglie dell’uomo e, nella piazza del paese, rimbalzavano allegri i botti di San Silvestro. Dieci giorni di indagini a tutto campo del Nucleo investigativo, non hanno portato ancora l’attesa svolta. Tante sono state le ipotesi messe sul tavolo. In un primo momensto sembrava scontato si trattasse di una rapina finita in tragedia. I detective dell’Arma avevano ipotizzato che la notte di Capodanno qualcuno fosse riuscito ad entrare nella tabaccheria, con una banale scusa. L’uomo, secondo la pista messa in campo nelle prime ore successive all’omicidio, avrebbe aperto la porta al suo assassino. Una lite, forse per denaro, sarebbe poi degenerata in tragedia.Gli accertamenti dei giorni successivi, i contanti trovati nelle tasche della vittima, l’ammanco di pochi spiccioli dalle casse, avevano fatto perdere terreno, nel giro di pochi giorni, all’ipotesi della rapina andata oltre le intenzioni.

ERANO SPUNTATE altre ipotesi, dal prestito di denaro, alla pista passionale, così come era sbucato un ipotetico testimone che avrebbe raccontato di aver visto un gruppo di egiziani, proprio davanti alla saracinesca del negozio, dieci minuti prima del delitto. Tante ipotesi legate ad altrettanti dubbi. Chi poteva volere così male al tabaccaio del paese? Una vita trascorsa nel bar, amico di tutti, sposato, due figlie, una famiglia normale.
Chi poteva agire mosso da un tale odio? Gli inquirenti fanno sapere che attendono i risultati delle analisi del Ris. Per ora ancora nessun nome è iscritto nel registro degli indagati.









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