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Una società al servizio di oltre due milioni di abitanti

Quattro gestori in uno Nasce il colosso dell’acqua

di ALESSANDRA ZANARDI
— MELEGNANO —
OLTRE 240 comuni serviti, 720 pozzi, 2mila 500 chilometri di collettori e un’utenza complessiva di due milioni 400mila abitanti. Sono i numeri...
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2009-01-08
di ALESSANDRA ZANARDI
— MELEGNANO —
OLTRE 240 comuni serviti, 720 pozzi, 2mila 500 chilometri di collettori e un’utenza complessiva di due milioni 400mila abitanti. Sono i numeri di Amiacque, la srl che con l’inizio dell’anno è diventata l’unico soggetto operativo nella gestione del ciclo idrico nell’ambito territoriale della provincia di Milano e in numerose realtà del Lodigiano e del Pavese. L’azienda - responsabile di un insieme di attività, dalle fognature alla depurazione fino alla distribuzione del liquido corrente - è una società a capitale totalmente pubblico, nel quale sono confluiti Cap gestione, Si.No.Mi, Tasm service e Tam servizi idrici. Una fusione strategica per andare oltre i particolarismi territoriali, offrire un servizio sempre più competitivo e rilanciare l’importanza di una gestione pubblica dell’acqua in una congiuntura politico-economica come quella attuale, che sembra favorire l’ingresso dei privati nel settore. «Secondo le nuove normative in materia, nel 2010 cesserà il sistema di salvaguardia e l’assegnazione dei servizi avverrà tramite gara di appalto - precisa Massimo Gatti, rappresentante del cda di Amiacque -. Si tratta di una prassi che, di fatto, apre il campo ai privati.

È IMPORTANTE, invece, che la gestione dell’acqua rimanga pubblica: un bene così prezioso non può essere svenduto, nè sottoposto a logiche mercificatorie». E se al confronto con la concorrenza non sarà possibile sottrarsi, la società affina le armi, forte di cifre imponenti. Amiacque è presente in 133 realtà del Milanese, ma anche in 58 centri del Lodigiano e venti del Pavese, gli addentellati dell’azienda si spingono fin nelle provincie di Monza e Brianza, Como e Varese. Gli impianti di depurazione che fanno capo alla srl (tra questi, quelli di Melegnano, San Giuliano, Settala e Peschiera Borromeo) sono 95, mentre la rete di acquedotti si estende per un totale di oltre 6mila chilometri. Per l’utenza il passaggio dal vecchio al nuovo non comporterà cambiamenti di contratto; nell’arco dell’anno, però, ci sarà un ritocco degli importi delle bollette, che restano invariati dal 2002.









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