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Pieni voti solo per il Tormo e l’alto Adda

Salute dei fiumi lodigiani La Provincia boccia il Po

di LAURA DE BENEDETTI
— LODI —
I CORSI d’acqua migliori, dal punto di vista della preservazione ambientale, sono Adda e rio Tormo. Il corso principale della Muzza ha una qualit&#...
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2008-12-28
di LAURA DE BENEDETTI
— LODI —
I CORSI d’acqua migliori, dal punto di vista della preservazione ambientale, sono Adda e rio Tormo. Il corso principale della Muzza ha una qualità intermedia mentre il fiume Po versa in uno stato tra mediocre e scadente. Scadenti pure i colatori Sillaro, Lisone e Mortizza mentre è decisamente grave, seppur in lieve ripresa, la situazione del Lambro. È quanto emerso dalle analisi chimico-fisiche e biologiche effettuate dalla Provincia con lo scopo di redigere il primo Piano Ittico, approvato nell’ultima seduta del consiglio con l’astensione della Lega.

L’INDAGINE alla base del piano ha anche censito, tramite 160 campionamenti, le specie ittiche. È così risultato che nei fiumi lodigiani sono presenti 51 specie, solo 29 delle quali autoctone; di queste solo 11 sono stabili, 15 sono in calo e 3 sono a rischio di estinzione. I pesci tipici del territorio e in particolare le specie più pregiate come il temolo e la trota marmorata, che ormai sopravvive solo nelle nostre acque, si trovano soprattutto nei fontanili, nel rio Tormo e nel rio Stagno, vicino ad Abbadia Cerreto, e nel tratto superiore dell’Adda. Il Po invece è il maggior serbatoio di specie ‘esotiche’. «Il Piano Ittico — spiega Antonio Bagnaschi — non si limita a sostituire il vecchio piano della pesca, risalente al ‘99 ed in vigore fino ad oggi, ma segna un cambiamento fondamentale, permettendoci di scattare una fotografia della qualità delle acque e studiare le iniziative di preservazione dell’ambiente. Abbiamo coinvolto tutti i soggetti pubblici che hanno competenza sulle acque, come Consorzio Muzza, Aipo, Arpa, Ato, Parco Adda, ma anche soggetti privati come E.On (che utilizza l’acqua della Muzza per raffreddare gli impianti della centrale termolettrica, ndr), e le associazioni di pescatori. Ed abbiamo avviato ipotesi di accordo.

AD ESEMPIO da un anno e mezzo abbiamo instaurato rapporti con l’Agenzia interregionale per il Po affinché valuti insieme a noi i piani di risalita delle specie ittiche quando deve intervenire nel fiume per situazioni di rischio idrogelogico. Quindi abbiamo accordi con l’Arpa per la qualità delle acque e con i privati che attingono l’acqua dai fiumi per agricoltura o per la centrale elettrica: l’obiettivo è avere sempre tanta acqua a disposizione ed evitare che un’escursione termica danneggi la fauna ittica». «Credo sia uno dei migliori piani ittici in Italia — ha detto Luca Canova (Pd), esperto di ambiente — per la prima volta unisce la cultura biologica e ecologica alla normativa».









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