Legnano (Milano), 13 gennaio 2017 - Alberto Presezzi ha confermato l’ipotesi di una chiusura della Franco Tosi di Legnano con trasferimento della produzione a Burago Molgora, in Brianza, dove si trova la sede principale del gruppo che ha acquisito la storica fabbrica di turbine. E ha preso tempo, circa un mese, per le valutazioni su una decisione che comporterebbe un consistente risparmio dei costi ma che vede nettamente contrari i sindacati. Gli scenari sono stati delineati dallo stesso Presezzi nel corso di un incontro che si è svolto ieri all’interno dell’azienda con i sindacalisti di Fiom, Fim e Uilm e i delegati sindacali.

"L’imprenditore ha sostenuto che le prospettive per l’azienda sono buone - spiega al termine dell’incontro Mirco Rota, segretario generale della Fiom Lombardia - e il 2016 chiuderà con un utile. Anche le prospettive di lavoro sono confortanti - prosegue - perché entro giugno dovrebbero rientrare 17 lavoratori che attualmente sono in mobilità. Rimane aperta, però, la questione della sede, con il possibile trasferimento in Brianza". Per questo i sindacati chiederanno un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico, davanti al quale si sono svolte le trattative sugli aiuti chiesti da Presezzi per mantenere la produzione a Legnano. Trattative che si sono arenate, in quanto l’offerta del ministero è stata giudicata dal patron della Tosi "non soddisfacente". "Il ministero è garante - prosegue Mirco Rota - anche perché il potere di controllo e verifica del commissario scade a giugno. Quando ha acquisito la Tosi Presezzi ha preso un preciso impegno con il ministero per mantenere aperto il sito di Legnano - sottolinea - e per questo il Mise e la Regione Lombardia devono intervenire con urgenza, dandoci delle risposte". Si aprono quindi settimane decisive per il futuro dell’azienda fondata nel 1881 da Franco Tosi, uno dei pionieri dell’industria metalmeccanica italiana. Rischia di chiudere uno dei simboli industriali della città del Carroccio. Un’azienda dove negli anni d’oro lavoravano oltre seimila persone provenienti da tutta Italia.

Lunedì si terrà un’assemblea tra i lavoratori all’interno dell’azienda, durante la quale i sindacalisti comunicheranno l’esito dell’incontro che si è svolto ieri. Si attende, inoltre, un possibile nuovo incontro con il ministero. Intanto Presezzi valuta le prossime mosse da compiere. Una decisione definitiva potrebbe arrivare in tempi brevi. Nel caso di un trasferimento in Brianza i lavoratori verrebbero ricollocati nel sito produttivo del gruppo Presezzi, dopo eventuali lavori di ampliamento per accentrare la produzione. Gli scenari, però, sono ancora tutti da definire.