Legnano (Milano), 17 gennaio 2017 - "La Franco Tosi deve rimanere a Legnano, da qui non ci spostiamo". È il messaggio ribadito dai lavoratori della storica fabbrica di turbine simbolo della città del Carroccio nel corso di un’assemblea che si è svolta ieri all’interno dell’azienda. Per un’ora i sindacalisti hanno esposto ai dipendenti i contenuti dell’incontro che si è svolto giovedì scorso con il patron Alberto Presezzi, che ha confermato l’ipotesi di una chiusura della Tosi con un trasferimento delle linee produttive in un altro sito. E hanno risposto alle numerose domande e richieste di chiarimenti dei lavoratori, che stanno seguendo "con attenzione e preoccupazione" la vicenda.

"La produzione non deve essere trasferita - spiega il segretario generale della Fiom Lombardia Mirco Rota - e la Tosi deve essere sviluppata nel suo storico stabilimento. Questo è il nostro punto di partenza. Non cederemo e, se dovesse essere confermato questo scenario, siamo pronti alla mobilitazione". Il prossimo passaggio sarà l’incontro (la data è ancora da fissare) chiesto dai sindacati Fiom, Fim e Uilm al ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del commissario straordinario della Tosi. L’obiettivo è quello di aprire un nuovo tavolo, chiedendo al Governo di intervenire per "far rispettare gli impegni presi da Presezzi" quando acquisì la fabbrica di turbine. "L’imprenditore si era impegnato a sviluppare l’azienda nel suo storico sito produttivo di Legnano - prosegue Rota - e il ministero ci deve dare una risposta su questo tema. Chiediamo di essere convocati al più presto".

Alla base dell’ipotesi del trasferimento lo stallo nelle trattativa tra Presezzi e il ministero per ottenere gli aiuti necessari a sviluppare la produzione a Legnano. Trasferire l’azienda a Burago Molgora, dove si trova la sede principale del gruppo Presezzi, comporterebbe un risparmio dei costi. Con ripercussioni, però, sul tessuto economico dell’Alto Milanese, che perderebbe uno dei suoi simboli industriali. Al centro anche il nodo dell’asta, che verrà fissata nei prossimi mesi, per l’acquisizione dell’area, attualmente affittata da Presezzi. Un prezzo vantaggioso potrebbe "convincere" Presezzi a rimanere a Legnano, rivelandosi la chiave per allontanare l’ipotesi del trasferimento della storica fabbrica di turbine, dove negli anni d’oro lavoravano oltre seimila persone, attualmente ridotte a 190.