Turbigo, 10 agosto 2017 - Non ce l'ha fatta il ragazzo di 22 anni che sabato era stato inghiottito da una corrente del Ticino senza riuscire a riemergere. Il giovane, D.A., originario del Mali, era staro trasportato in ambulanza in condizioni disperate all'ospedale di Novara dove poi è avvenuto il decesso. Ancora una vittima, quindi, si aggiunge al lungo e triste elenco delle morti per annegamento registrate nel fiume azzurro. La tragedia si è consumata in un battito di ciglio, di fronte agli occhi dei suoi amici. Il ragazzo era infatti in compagnia di alcuni suoi coetanei nei pressi del ponte di ferro quando - nonostante il divieto di balneazione - aveva deciso di gettarsi in acqua in cerca di un po' di refrigerio.

"Non era tanto lontano, ma all'improvviso è stato letteralmente risucchiato dall'acqua - avevano raccontato sotto choc i suoi amici - . Tutto è avvenuto in pochissimi secondi. Un attimo prima sorrideva e poi non lo abbiamo più visto riemergere". Con ogni probabilità il giovane è stato quindi vittima di un sifone, una delle tante insidie del Ticino: si tratta di passaggi più o meno grandi posti sotto un ostacolo come ad esempio un grande masso. In questi punti la corrente diventa più forte a causa dell’effetto Venturi e una persona può essere improvvisamente inghiottita.

Alla terribile scena aveva assistito un bagnante, Sergio Mastropasqua, che già in passato aveva tentato nello stesso punto di salvare una persona che poi era purtroppo deceduta. Senza alcuna esitazione, ha indossato la maschera e le pinne e si è gettato prodigandosi nel disperato tentativo di portarlo in salvo: "Sono riuscito ad afferrarlo e a portarlo a riva ma era privo di sensi e le sue condizioni apparivano davvero molto gravi", aveva raccontato.