Legnano, 10 luglio 2017 - Incassi totali ancora da quantificare, ma di certo nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Il Rugbysound Festival ha chiuso ieri dopo dieci serate - e in alcuni casi anche giornate - di grandi spettacoli ed emozioni. Emozioni che hanno provato le migliaia di persone che hanno affollato l’isola del Castello di Legnano. Basti pensare, ad esempio, ai sold out che hanno condotto al festival musicale nel giro di sole due serate - quelle di maggior richiamo che sul palco hanno ospitato prima J-Ax e Fedez e poi i Litfiba - oltre quindicimila persone. Dopo le serate musicali, ieri spazio a Holi-Il festival dei colori.

Un momento di festa per tutti, bambini compresi, nonostante il meteo incerto. Un momento di festa al quale anche in questo caso hanno partecipato moltissime persone. Quella che si è chiusa ieri può a buon diritto essere considerata un’edizione del Rugbysound Festival davvero da record. Diversi i sold out, un entusiasmo senza precedenti con partecipazione di tantissime persone anche da fuori Altomilanese e incassi notevoli: il cambio di location non ha assolutamente danneggiato la rassegna. Anzi. Il passaggio dal campo di via Carso di Parabiago all’isola del Castello di Legnano aveva destato diverse perplessità nei mesi precedenti la manifestazione, ma probabilmente il trasloco ha dato una dimensione più «metropolitana» al Rugbysound. Molti i commenti positivi di chi ha partecipato alle diverse serate - sul palco sono saliti Elio e Le storie tese, Planet Funk, Boomdabash, The Darkness, Tre allegri ragazzi morti, J-Ax e Fedez e Litfiba - e tutti con un unico filo conduttore: la validità dell’organizzazione. Non manca qualche critica in merito ai controlli all’ingresso dei concerti - controlli giudicati da qualcuno troppo sbrigativi -, ma sono tante soprattutto le note positive. Proprio grazie al grande impegno dei «ragazzi del rugby» di Parabiago è il vero segreto del Rugbysound, un festival che è ormai stabilmente fra le cinque rassegne estive di piccole dimensioni più importanti d’Europa. Tutto questo grazie alla passione, al lavoro e alla dedizione dei ragazzi dell’organizzazione, di chi si occupa dei punti ristoro, di chi garantisce la sicurezza - circa 200 i volontari totali a disposizione del festival quest’anno -, insomma di chi mette davvero l’anima ogni anno in questa rassegna.