Abbiategrasso (Milano), 18 luglio 2017 - «Siamo stati ascoltati e presi in considerazione e questo, al di là dell’esito finale che avrà questa vicenda, è per noi amministratori locali la cosa più importante. Sappiamo che, poi, rispetto al verdetto prevarranno anche altri aspetti, però, la seduta di oggi (ieri ndr) in commissione Sanità è andata bene. Il giudizio è positivo». Marco Marelli, primo cittadino di Morimondo, era tra gli amministratori locali dell’Abbiatense che insieme a Cesare Nai, collega neosindaco di Bià, ha preso parte alla seduta del Pirellone dedicata appunto al tema della chiusura notturna del Pronto soccorso dell’ospedale Cantù.

«Abiamo fatto presente – osserva Marelli – la particolare conformazione del nostro territorio, in assoluto il più esteso del Milanese, con le conseguenti difficoltà a raggiungere la stessa Abbiategrasso, figuriamoci reparti più distanti come quello di Magenta anche in considerazione di una certa carenza a livello di infrastrutture presenti». I primi cittadini, a questo proposito, hanno chiesto di fare una riflessione anche rispetto alla «lettura» sui dati d’accesso reali al «Cantù». «I numeri – ha aggiunto Marelli – debbono essere letti, proprio alla luce di questa particolare caratteristica del nostro territorio: in ogni caso – ha concluso – ci arrivano segnalazioni di come già oggi l’accesso notturno al «Fornaroli» di Magenta sia diventato molto più complesso quanto a tempi d’attesa. Questo è un elemento che non può essere sottovalutato».

«Questa – ha detto poi ai commissari il sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai – è la posizione di tutte le 14 amministrazioni comunali del territorio che vedono l’ospedale «Cantù»  e il suo pronto soccorso un presidio fondamentale».