Magenta, 9 settembre 2017 - Camargue, nella ventosa Provenza? No, si tratta del Parco del Ticino, dove è stato notato uno stormo di nove fenicotteri rosa intento a sostare placidamente nel fiume azzurro, non lontano dalla località Ayala. Un avvistamento rarissimo nel territorio del Parco, basti pensare che è il secondo negli ultimi 40 anni, mentre il primo si era verificato nel 2012 a Bernate Ticino. Quella volta furono otto gli esemplari osservati. Ma perché sono arrivati qui? Gli esperti del Parco hanno spiegato che nel periodo tardo estivo alcuni individui giovani lasciano le colonie di nidificazione seguendo rotte di migrazione spesso determinate dai venti dominanti. I fenicotteri che hanno sostato a Vigevano avevano, infatti, il tipico piumaggio degli esemplari più giovani e hanno scelto la Valle del Ticino come luogo di sosta durante i loro spostamenti. Il presidente del Parco, Gian Pietro Beltrami, e il direttore, Claudio Peja, hanno espresso la loro soddisfazione: «Si tratta dell’ennesimo «arrivo volontario» nell’area del Parco. Segno del fatto che la nostra politica ambientale, l’attenzione alla biodiversità e tutto lo sviluppo del territorio vanno nella direzione giusta. Nonostante i problemi, il fiume azzurro si mantiene e gli habitat continuano ad essere ricettivi per gli animali».

La segnalazione è giunta dal guardiaparco Massimo Balocco, il quale, a sua volta, l’ha raccolta da un pescatore, Luigi Zorzoli. Il fenicottero è una specie che normalmente frequenta gli ambienti salmastri quali lagune costiere e saline, dove tende a nidificare in colonie anche numerose (sono circa 3.000 le coppie nidificanti stimate in Italia), a seguito di una recente fase di espansione favorita dalla istituzione di aree protette quali parchi e riserve naturali, i fenicotteri hanno potuto nidificare indisturbati. Le più vicine zone di riproduzione si trovano lungo le coste dell’Emilia Romagna, nelle saline di Comacchio e di Cervia, e in Toscana, nella Laguna di Orbetello.

Questo avvistamento arriva dopo un’altra scoperta che aveva catalizzato l’attenzione sul Parco qualche settimana fa, quella del lupo. Ma sono numerosi gli animali che si sono insediati nella Valle del Ticino negli ultimi anni: dall’istrice alla martora, passando per il picchio nero. A questi si aggiungono le otto specie di uccelli al centro del progetto di protezione e ripopolamento «Life», tra le quali ci sono anche il martin pescatore e la moretta tabaccata, che il Parco sta cercando di richiamare nell’ottica del ripopolamento.