Ossona (Milano), 5 ottobre 2017 – «Non sussistono incompatibilità tra l’attività professionale svolta come architetto da Francesca Lara Monno e il suo ruolo di assessore comunale all’interno della Giunta guidata da Marino Venegoni». A stabilirlo l’ufficio territoriale della Prefettura che nei giorni scorsi ha formalmente risposto alla questione di ‘presunto conflitto d’interessi’ sollevata dal consigliere di minoranza Sergio Garavaglia.

Come molti ricorderanno, la querelle era stata sollevata dall’ex sindaco di Ossona, oggi capogruppo di SIAMO Ossona e in forte odore di ricandidatura a Villa Litta Modignani, in un Consiglio comunale dello scorso giugno. In particolare, Garavaglia contestava le consulenze svolte dall’architetto Monno per conto di Cap Holding e ASM,le due società che nel magentino si occupano di gestire servizi come l'acqua potabile, l'erogazione del gas o la manutenzione del verde pubblico.  Ma dalla risposta del vice prefetto si evince come in entrambi i casi non ci sia un rapporto di controllo diretto da parte del Comune di Ossona e,quindi, benché il Comune figuri socio di entrambe le utility non si può configurare, appunto, un conflitto d’interessi. Se vero è, infatti, che un amministratore comunale è sempre tenuto a svolgere la propria funzione secondo i vincoli di imparzialità, è pur vero nel caso di specie – argomentano gli uffici della Prefettura – che non sussiste un rapporto di controllo diretto tra l’Amministrazione, di cui è parte la Monno, e le due società.

Le quote detenute, d’altronde, sono scarsamente rilevanti: lo 0,1152% di Cap Holding e il 3,2100% per quanto attiene ASM. Da parte sua, Garavaglia non si dice comunque totalmente insoddisfatto dalla risposta arrivata dalla Prefettura. «Resta il fatto in ogni caso che gli incarichi di cui abbiamo sempre parlato non erano fantascienza  – osserva l’ex primo cittadino – e, quindi, per un discorso di opportunità politica, viste le deleghe affidate all’Assessore Monno sarebbe stato meglio  pensare a soluzioni diverse, tanto più che le deleghe della Monno sono proprio riguardanti l’Urbanistica e i Lavori Pubblici». Insomma, la querelle se in punta di diritto è stata risolta in modo definitivo, sembra essere destinata a proseguire sul piano politico. Da parte sua l’Amministrazione si dice soddisfatta per il responso della Prefettura.

Una risposta in linea – secondo Villa Litta Modignani – con gli argomenti che il sindaco e la Giunta avevano già avuto modo di evidenziare nel corso del Consiglio in cui fu dibattuta la questione. All’epoca l’architetto Monno preferì il no comment, salvo poi inviare alla stampa una lunga lettera da cui emergeva chiaramente anche il suo travaglio umano per la vicenda.