Legnano (Milano), 10 gennaio 2018 - Cambia il mercato e la speranza è che questa volta si cambi davvero. Le promesse da parte delle diverse Amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi decenni sono state molte e nessuna mantenuta. Ora, perlomeno, un’evidenza c’è: i servizi igienici saranno sistemati.

Un investimento di circa 50mila euro che in ogni caso rappresenta un intervento concreto. Un intervento richiesto da oltre quindici anni. «Per molto tempo abbiamo chiesto la sostituzione delle serrature rotte all’interno dei servizi igienici e nessuno ci ha mai ascoltato» affermano alcuni ambulanti. Assurdo. Come è assurda la trafila burocratica necessaria per cambiare una serratura che, sebbene fosse un intervento da nulla in termini economici e di tempistiche, avrebbe potuto risolvere diversi problemi. «L’idea è quella di cercare di dare una nuova immagine al mercato di Legnano - spiega l’assessore al Commercio, Maira Cacucci -, una sorta di restyling per farlo tornare importante come era un tempo». Già, l’importanza del mercato degli ambulanti. C’è chi dà la colpa alla grande distribuzione, chi alla crisi, chi al commercio online, chi alla pigrizia dei consumatori, ma la verità, spesso difficile da accettare, è che una parte di colpa oltre a tutti questi aspetti è da ricercare in alcuni comportamenti degli stessi esercenti. Una giornata come quella di ieri è esemplificativa: il maltempo si è abbattuto sulla città, non in modo rovinoso va detto, e alle 13.30 molti ambulanti avevano già lasciato il piazzale del mercato, rinunciando tanto a offrire un servizio alla cittadinanza quanto a ricavare un seppur minimo guadagno dal resto della giornata legnanese. Un altro aspetto riguarda quello dei posti vacanti. «I nostri interventi vorrebbero andare nella direzione di una sistemazione anche dal punto di vista estetico del mercato» commenta l’assessore. Tradotto: si farà un tentativo concreto di eliminazione dei posti vuoti. Perché, anche nell’era di internet e della grande distribuzione, in fondo anche l’occhio continua a volere la propria parte.