Magenta, 12 agosto 2017 - Abiti stesi sui rami, rifiuti, un tavolino per appoggiarci le cose. Perfino una vaschetta di cibo per gatti e, poco più avanti, un cestino stracolmo di rifiuti, tanto che alcuni sono caduti a terra. Altri vestiti sulla panchina, e ancora un paio di sciarpe appese ai rami, lenzuola e coperte. Immagini che sembrerebbero immortalate durante un campeggio tra i boschi della vicina Valle del Ticino, dove i soliti incivili lasciano rifiuti un po’ ovunque. Invece no: siamo a Magenta, in ospedale, a due passi dall’eliporto del Fornaroli di via al Donatore di sangue, esattamente dove attera l’équipe medica dell’elisoccorso. Che, visto il bivacco, lì ha più di un problema nell’atterraggio, tanto più nei voli notturni. Eppure succede anche questo, sotto i rami di qualche pianta usati con tutta evidenza da tempo per bivacchi notturni. I segni sono evidenti e chi lavora nota spesso persone che lasciano la zona dopo averci trascorso la notte. Persino le coperte sono quelle che si trovano dentro l’ospedale, nei reparti.

Un fenomeno, quello dei bivacchi al Fornaroli, al quale sembra impossibile porre un freno. Nel periodo estivo è decisamente maggiore, mentre d’inverno spesso i senzatetto dormono all’interno dell’ospedale, nel primo angolo che trovano. Nessuno ha il coraggio di cacciarli quando le temperature sono bassissime e, evidentemente, nemmeno quando sono alte. Così si chiude un occhio, ma il problema sicurezza resta, tanto più di fianco all’eliporto. E così l’altra notte qualcuno è anche entrato indisturbato, rubando un televisore dalla sala pazienti del reparto di Cardiologia come se niente fosse. È uscito dall’ospedale certo che nessuno lo avrebbe visto perché, di fatto, i controlli non ci sono e non si può certo pretendere che sia il personale medico e infermieristico a bloccare chi entra ed esce. Adesso queste immagini, che moltiplicano il degrado che si incontra all’esterno dell’ospedale Fornaroli. «Qualcuno deve farsi carico di questa situazione», commenta una degente. Ossia evitare che persone sfortunate possano dormire in un luogo come l’area esterna al nosocomio e, nello stesso tempo, garantire la sicurezza per tutti. Per i pazienti, per l’elisoccorso, per chi al Fornaroli lavora e per i frequentatori dell’ospedale.