Legnano, 2 settembre 2017 - «Adesso ho paura ad uscire da sola». La giovane 30enne residente in città, aggredita insieme al compagno lo scorso 12 agosto in una zona di Miramare ha riconosciuto uno degli aggressori dalle foto segnaletiche presentate in questura a Legnano. Si tratta di un nordafricano facente parte del gruppo che ha avvicinato la coppia all’uscita della discoteca. «Sono sicuro che è lui, tunisino o marocchino che sia. Comunque nord africano». I due ragazzi, 30 anni lei e 32 lui, erano a Rimini con i genitori di lui che abitano a Coquio Trevisago e la figlia piccola rimasta coi nonni in albergo. «Eravamo usciti verso le 4 del mattino dal locale e siamo stati avvicinati da un paio di persone, un africano ed un marocchino, che ci hanno bloccato la strada. Poi sono arrivati gli altri. Hanno iniziato ad insultarci e minacciarci per avere soldi e il telefono. Ho iniziato ad urlare e scappare ma sono stata raggiunta». Il compagno della donna etiope è stato colpito con un cazzotto al viso ed è finito per terra ed è rimasto giù. 

«Gli hanno preso l’orologio, il portafoglio e il telefonino minacciandolo col collo di una bottiglia rotta. Poi mi hanno spinto verso il muro e si è avvicinato a me questo nigeriano che mi ha attaccato al muro, graffiandomi, facendomi male e toccandomi le parti intime. Voleva violentarmi e ci ha provato. Ho iniziato ad urlare forte e dai palazzi vicini qualcuno ha alzato le tapparelle accendendo la luce. Loro si sono spaventati e sono poi fuggiti via». Il gruppo era formato da quattro persone, due nordafricani e due africani. Quello che ha aggredito la donna è stato descritto alla polizia come vestito con pantaloni lunghi, felpa con cappuccio e cappellino. Un ragazzo africano, probabilmente un nigeriano. Gli altri tre ragazzi vestiti sportivi e piuttosto bene, alla moda. «Sono tutti ragazzi di 20 anni, forse anche meno. Parlavano tutti correttamente l’italiano. Lo parlavano bene».