Canegrate (Milano), 5 gennaio 2018 - C'erano tutti. Tutti i conoscenti di Federica Banfi, gli amici, i parenti. Ma c'erano anche le istituzioni, l'arcivescovo di Milano Mario Delpini, tanti cittadini. C'erano tanti appassionati di basket come Federica. Tutti lì per salutare la diciannovenne che ha perso la vita in un incidente stradale in Val D'Aosta il 31 dicembre. In una chiesa gremita, il dolore era evidente e palpabile. Un dolore composto per la perdita di questa ragazza che amava la vita e gli altri, tanto da essere stata sempre molto impegnata sia nello sport sia nel mondo dell'oratorio. Un mondo che, come tutta Canegrate, non smetterà mai di piangerla.

Il pensiero è andato a quella ragazza piena di vita e allegria. Una vita spezzata troppo presto. La voce rotta dal pianto, il fratello e la sorella di Federica Banfi hanno letto un messaggio di addio. "Ciao Fede, con le parole non riusciremo a esprimere cosa abbiamo passato noi tre insieme. Quando te ne sei andata ti sei portata via una parte di noi, niente e nessuno ci strapperà mai i momenti che in 19 anni abbiamo passato insieme. Ora chi canterà Emma? Chi ci racconterà tutta la sua giornata senza tralasciare nemmeno un particolare? Dovunque tu sia noi ti amiamo, come mamma e papà. Ciao sorellina". Anche gli amici della ragazza le hanno dedicato un lungo messaggio: "Con te avrai il fischietto da arbitro portato con fierezza durante i seminari estivi, la maglia della Juve, la palla da basket che rappresenta tutti gli allenamenti e le partite piante e sudate, la divisa del basket Canegrate, il tuo casco da sci, il cd di Emma".