Legnano (Milano), 3 ottobre 2017 - Dopo quasi due settimane in Rianimazione, dove era tenuto in coma farmacologico, e dopo altri quindici giorni all’unità operativa specializzata “stroke unit” del reparto di Neurologia, il direttore della Stie aggredito un mese fa sul posto di lavoro da un collega ha lasciato l’ospedale ed è stato trasferito in una struttura specializzata in riabilitazione. Seppur sia oramai quindi da considerarsi a tutti gli effetti fuori pericolo, appare ancora lungo il calvario che sta affrontando. I violenti pugni e i calci che ha subìto anche dopo essere crollato a terra privo di sensi, gli hanno procurato gravissime ferite. I medici dell’ospedale di Legnano gli hanno salvato la vita, ma ora per lui inizia un programma riabilitativo che prevede un percorso lungo. Azzardare quali potranno essere i tempi di recupero ed essere certi che non vi saranno conseguenze neurologiche permanenti non è possibile. Ma certo è che l’uomo ha dimostrato di voler lottare per tornare a stare bene.

Intanto il suo aggressore, 57 anni di San Giorgio su Legnano (subito arrestato la mattina della brutale aggressione dai carabinieri di Cerro Maggiore) è ai domiciliari, disposti dall’autorità giudiziaria. Colto da un raptus di rabbia, aveva picchiato con una violenza inaudita il suo responsabile, nella sede operativa della Stie, a San Vittore Olona. Da quel terribile pestaggio è oramai passato un mese. Il dirigente è sopravvissuto, ma ora per lui inizia il lungo iter riabilitativo.