Legnano (Milano), 12 ottobre 2017 - Lotta alla povertà e sostegno alle famiglie: sin qui sono state messe in atto azioni importanti, ma si può fare certamente ancora meglio evitando di disperdere tempo ed energie. È con questo intento che ieri è stato organizzato il primo tavolo di lavoro permanente tra il Comune, le Caritas cittadine e l’associazione San Vincenzo. A dare un quadro della situazione di partenza e degli obiettivi da raggiungere hanno pensato l’assessore alle Politiche sociali Ilaria Ceroni, il responsabile della Caritas di Legnano, don Paolo Gessaga, la coordinatrice della Caritas cittadina, Nuccia Ardo Corti e il prevosto di Legnano monsignor Angelo Cairati. Sono circa 2.500 le persone che a Legnano si rivolgono alla Caritas per aiuti di ogni genere, circa cento quelle che ricevono un pasto alla Casa della Carità dei Frati e 50 quelle che quotidianamente lo fanno a Mazzafame.

Per poter aiutare in modo il meno possibile dispersivo è necessario impostare un lavoro di coordinamento degli interventi. Non c’era in precedenza? Gli attori presenti ieri hanno sottolineato l’impegno messo anche negli anni passati, ponendo però l’accento sul passo avanti compiuto ora con questa iniziativa. Questa volta, dunque, il tavolo di lavoro, l’ennesimo, ha lo scopo di velocizzare i percorsi di aiuto e non di interporre ulteriori stadi. Gli incontri, programmati con cadenza bimensile, saranno finalizzati anche a stendere una mappatura dei servizi e degli interventi sul campo; alla definizione di un protocollo operativo che favorisca una migliore gestione delle risorse attivate sui singoli casi, evitando la sovrapposizione degli interventi e favorendone la complementarietà e l’integrazione; alla promozione - in un’ottica di welfare generativo, che superi la logica assistenziale delle politiche sociali meramente distributive delle risorse - di interventi che aiutino davvero le persone a uscire dalla stato di bisogno e a diventare soggetti produttivi. Una strada da percorrere anche per permettere a chi ha bisogno di aiuto di poter subito identificare il giusto interlocutore.

«Alla comunità cristiana - ha spiegato monsignor Angelo Cairati - non compete entrare nel merito della politica, ma con le istituzioni elette democraticamente vogliamo sentirci ed essere dalla stessa parte, nel desiderio di servire la nostra gente. Ci preme essere attenti a coloro che per malattia, anzianità, condizioni economiche, errori compiuti sono i più tribolati in mezzo a noi».