Boffalora Ticino, 13 agosto 2017 - Un milione di visualizzazioni su Internet. Accompagnate da un numero altrettanto spropositato di reazioni indignate e di richieste di punizioni esemplari, al limite della condanna all’ergastolo. Le immagini del tenerissimo spinone Boff scaricato come un pacco postale nel parcheggio del cimitero di Boffalora – estremo lembo occidentale della Lombardia, a ridosso del Ticino – nei primi giorni d’agosto del 2016 avevano scatenato le ire degli italiani, che si erano all’improvviso scoperti un popolo di santi, poeti e... animalisti. Una sola, perentoria richiesta, in quei giorni, consegnata alle forze dell’ordine dal popolo del web fuori di sé: «Trovate i colpevoli». E così fu. Sequenze del filmato delle telecamere passate al microscopio della Polizia scientifica, ricerche dell’auto incriminata (un modello particolare di Smart, colore blu) estese in tutta Italia. Addirittura un condominio a Milano perquisito. Un battage multimediatico, insomma, che mai prima d’allora si era scatenato con tutta quella intensità davanti a una piaga che, come gli incendi e i furti nelle case, sembra caratterizzare ogni estate italiana. Complici quelle immagini così tranchant.

Un anno dopo, com’è andata a finire? «Abbiamo fatto di tutto, di tutto per trovare i responsabili di quello che per me è un vero e proprio crimine da sanzionare pesantemente – ammette il sindaco di Boffalora Curzio Trezzani – ma finora, dopo dodici mesi, non c’è traccia di loro. Abbiamo vagliato una per una le 21 segnalazioni che ci sono arrivate. Nulla. Abbiamo il modello del veicolo ma non siamo riusciti a identificare la targa. Non ci diamo comunque per vinti anche se è passato un anno». I vigili urbani hanno addirittura mobilitato i colleghi di Verona, Torino e Bologna. «Il caso per noi non è chiuso», assicurano dal comando. Non trova quindi conferma la voce che una coppia fosse stata rintracciata e multata per l’abbandono.

L’effetto «social» della Rete, del filmato condiviso da milioni di utenti e del passaparola, sembra dunque non avere pagato. Tantomeno per gli abbandoni, che anche quest’anno, e anche solo nell’Ovest Milanese, risultano addirittura avere subito una recrudescenza. «È così – racconta Enrica Beolchi dell’associazione animalista G3A, alla quale l’anno scorso era stato affidato il piccolo Boff prima dell’adozione – dai 34 Comuni di Magentino e Abbiatense che seguiamo abbiamo preso in consegna dall’inizio dell’anno 88 cani, e anche questa estate si sta rivelando drammatica. Dopo un mese di giugno che ci aveva indotto all’ottimismo, fra luglio e agosto viaggiamo a una media di due, tre cani abbandonati a settimana solo in questa zona». Altri Boff alla fine. Con il solo difetto, però, di non essere finiti davanti a una telecamera.