Legnano (Milano), 28 agosto 2017 - «Alla prossima seduta di Giunta prenderemo in esame la possibilità concreta di intitolare una via o qualsiasi altra area pubblica al nostro compianto concittadino Bruno Gulotta». Ad annunciarlo è stato il sindaco Gianbattista Fratus che ha accolto favorevolmente la proposta avanzata ufficiosamente da alcuni cittadini di rendere onore anche in questo modo alla memoria del padre di famiglia ucciso nel vile attentato terroristico di Barcellona.

«È un'idea questa che ritengo positiva – ha commentato il primo cittadino di Legnano – e sulla quale ne discuterò inizialmente con tutti gli assessori alla prima riunione in programma nei prossimi giorni. Ovviamente bisognerà individuare la via o l’area giusta e seguire l’iter procedurale previsto in questi casi, ma da parte mia c’è la massima disponibilità nel riconoscere come Bruno sia di fatto degno del pubblico onore». Volendo interpretare il sentimento comune di molti cittadini, il sindaco Fratus ha rienuto quindi fattibile – e doverosa – la proposta di intitolazione al 35enne legnanese, il cui valore di famiglia nonchè il coraggio e il sacrificio nel salvare suo figlio di 6 anni, hanno scosso le coscienze di tutti e segnato i cuori di un’intera nazione. L’ultimo gesto, istintivo di Bruno Gulotta è stato infatti quello di proteggere con il suo corpo il piccolo Alessandro, prima di essere centrato in pieno dal furgone lanciato sulla Rambla. Una reazione fulminea che ha fatto la differenza tra la vita e la morte: ha salvato il bimbo ma non è sopravvissuto alla follia jhadista.

Quanto accaduto quel tragico pomeriggio a Barcellona ha fatto precipitare, per la prima volta nella sua storia, Legnano alla ribalta delle cronache nazionali per un attentato di matrice islamica. Non era mai accaduto. Da qui la scelta di tributare al giovane legnanese tutti gli onori del caso: la camera ardente in municipio, tre giorni di lutto cittadino e i funerali solenni nella basilica di San Magno, ai quali hanno preso parte anche il presidente della Regione Lombardia e il ministro delle Politiche agricole Martina.