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Se non aprirermo la nuova Ikea a Cerro l'investimento sarà destinato all'estero

Smentito quindi l’investimento sulla vicina area di Origgio, come invece ventilato da qualche politico locale in disaccordo con il posizionamento del mega centro commerciale sulla Barbara Melzi al confine con Legnano

di Christian Sormani

Ikea (Ap/Lapresse)
Ikea (Ap/Lapresse)

Cerro Maggiore, 9 maggio 2013 - «Se non apriremo su Cerro e Rescaldina guarderemo al di fuori dell’Italia». Ikea punta sulla realizzazione del quarto punto vendita dell’area milanese, ormai programmato nel legnanese. In caso contrario i vertici del colosso svedese guarderanno altrove.

«Nel caso in cui non dovesse essere possibile Ikea dirotterà l’investimento su altri progetti in altri Paesi europei». Smentito quindi l’investimento sulla vicina area di Origgio, come invece ventilato da qualche politico locale in disaccordo con il posizionamento del mega centro commerciale sulla Barbara Melzi al confine con Legnano. Ikea poi non ci sta a ricevere critiche sul consumo di territorio in una zona ad altissimo livello di inquinamento e ribadisce: «L’intervento da noi previsto da Ikea riguarda un’area identificata come edificabile non da noi ma dagli strumenti di pianificazione del territorio, quindi tanto dal vigente Pgt quanto dal precedente Prg».

Gli svedesi ribadiscono poi l’investimento ingente nel centro commerciale e non soltanto in un centro Ikea: «Questo alla luce di una situazione di mercato altamente concorrenziale. La sinergia con un centro commerciale ci aiuta ad aumentare la propria penetrazione sul mercato soprattutto per le merceologie sinergiche alle nostre attività, valorizzando la capacità di attrarre visitatori e clienti».

A proposito di posti di lavoro, Ikea snocciola le cifre, specificando: «Per il punto vendita in questione avremmo stimato circa trecento posti di lavoro. I mille posti di lavoro si riferiscono invece al progetto comprensivo del centro commerciale. Per ogni nuova apertura il processo di selezione rappresenta una grande responsabilità». Gli svedesi però mettono le mani avanti sulla selezione dei candidati, bocciando l’ipotesi che saranno unicamente residenti in zona: «La scelta di un candidato è il risultato di una valutazione complessiva di diversi elementi tra cui anche la provenienza, che però non è l’unica. Non esiste una candidatura idonea in senso assoluto, ma il risultato di un confronto rispetto all’affinità ai valori Ikea, alla motivazione, alle esperienze, alla conoscenza della lingua inglese, alla vicinanza al negozio e, non ultimo, alle aspettative delle persone rispetto al futuro lavoro».

Adesso la parola passa direttamente alla Regione Lombardia che a breve dovrebbe dare o meno il benestare per l’avvio del mega centro commerciale fra Legnano, Cerro e Rescaldina. In caso contrario Ikea non investirà altrove in Italia ma guarderà con interesse all’estero.

di Christian Sormani

christian.sormani@ilgiorno.net

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