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Lega esulta per viale Padania fra proteste e qualche sfottò

Il sindaco: "In un documento del 1998 dell’Unione europea, è identificata come una macroregione". I detrattori: "E' come Topolinia e Paperopoli". Cosa ne pensate? Inviateci un commento
di Luca Balzarotti

Umberto Bossi nel momento dell'inaugurazione di Viale Padania a Marcallo con Casone, comune vicino a Milano
Umberto Bossi nel momento dell'inaugurazione di Viale Padania a Marcallo con Casone, comune vicino a Milano

di Luca Balzarotti

Marcallo con Casone, 3 aprile 2012 - Per il senatore ex sindaco di Marcallo, Massimo Garavaglia, «è un insieme di regioni abitate da un popolo che mantiene il resto del paese». Per i detrattori, «la Padania è come Disneyland, Paperopoli e Topolinia». Un territorio che esiste solo nella fantasia della Lega Nord.

L’inaugurazione di viale Padania, la circonvallazione di 3,2 chilometri realizzata come opera di compensazione ai lavori della Tav, ha riproposto la battaglia tra leghisti e “tricoloristi”, come ha definito Umberto Bossi quei cittadini che domenica hanno contestato la scelta dell’Amministrazione comunale di dedicare alla Padania la strada più lunga del paese, quella che collega Marcallo (dalla rotonda della gelateria Regazzi) a Magenta.

«Nell'antichità i confini della Padania corrispondevano a quelli della Gallia Cisalpina», spiega il sindaco di Marcallo, Massimo Olivares. «In un documento del 1998 dell’Unione europea, è identificata come una macroregione. La nostra è stata una scelta forte che vuole ribadire che la Padania esiste». La Prefettura ha chiesto e ottenuto che sull’indicazione stradale fosse specificata la dicitura «antico nome geografico». Una precisazione che non è bastata a placare lo sdegno di alcuni cittadini, che hanno sbandierato il tricolore e l’articolo 21 della Costituzione (sulle libertà).

«Dopo via Lega Lombarda e via Celti ora abbiamo anche viale Padania», sbotta un cittadino. I carabinieri hanno impedito che i manifestanti sostenuti dal Punto Rosso di Magenta si avvicinassero al palco dov’erano i politici leghisti, da Candiani a Cecchetti fino al discorso conclusivo di Bossi. «Questo viale – ha detto Stefano Candiani, segretario provinciale – rivela un’identità e un modo di governare. I sindaci della Lega ottengono sempre ampio consenso dove amministrano da soli».

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