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Testimoni di Geova, l’aula si spacca

Via libera al luogo di culto: sorgerà su un’area vicino alla statale11

di Luca Balzarotti

Testimoni di Geova, il momento del battesimo
Testimoni di Geova, il momento del battesimo

Magenta, 23 marzo 2012 - È stato l'ultimo «vero» Consiglio comunale dell’era Del Gobbo. Da ieri, infatti, è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia alle elezioni del 6 maggio. Il «periodo bianco» di comizi in cui l’assemblea uscente non può più approvare atti di indirizzo politico. Prima della normale amministrazione, c’è stato spazio per due ordini del giorno. Il primo, in particolare, ha diviso l’aula. Perché dietro a una scelta essenzialmente urbanistica - la variante della destinazione di un’area del Piano di governo del territorio (Pgt) - sono nate divergenze e diversità di vedute religiose. Scelte di «coscienza personale» come le ha definite anche il capogruppo del Popolo della libertà, Rocco Morabito.
 

Sul tavolo c’erano una decina di osservazioni. Quella più significativa è stata presentata dai Testimoni di Geova, una congregazione che a Magenta esiste da anni. I fedeli hanno chiesto di realizzare la Sala del Regno in un’area vicino alla ex Statale 11, nella zona nord della città. L’accordo tra l’associazione religiosa e il privato c’era. Ma prima di concludere la trattativa, i Testimoni di Geova volevano avere la certezza che il Consiglio comunale accogliesse la richiesta di trasformare una parte della zona industriale in luogo di culto.

L’osservazione è stata accolta. La Sala del Regno si farà, ma solo otto consiglieri tra maggioranza e minoranza hanno votato a favore. Il sì alla conversione urbanistica è arrivato da tre esponenti del Pdl, tre del Pd e dai due portacolori della Lega Nord. «Sono cattolico e osservante», commenta Paolo Razzano (Pd). «Il Consiglio comunale di Magenta ha toccato uno dei punti più bassi. Siamo amministratori, doveva essere una scelta scontata perché i Testimoni di Geova sono cittadini magentini e hanno diritto ad avere uno spazio per esercitare il proprio culto. Non era un voto di coscienza, ma una questione urbanistica e prevista anche dalla Costituzione».
 

«Personalmente avrei votato a favore», spiega Marco Maerna, vicesindaco e assessore alla Programmazione e alla sviluppo del territorio. «Ogni consigliere ha fatto la propria scelta perché in fase di discussione ognuno ha agito in base alla propria sensibilità e alla libertà di coscienza. L’Amministrazione comunale ha permesso ai Testimoni di Geova di avere uno spazio dove realizzare la Sala del Regno all’interno di un contesto produttivo artigianale e non isolato, vicino alla ex Statale 11 in modo da non creare problemi viabilistici o di parcheggi. La nostra è stata una risposta sotto il profilo tecnico e urbanistico».
 

luca.balzarotti@ilgiorno.net

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