Tar e Consiglio di Stato danno ragione al territorio. L'unico pericolo per i tribunali di Rho, Cassano e Legnano potrebbe essere un decreto del ministro della Giustizia, che ha il potere di chiudere le sedi distaccate
Cassano d'Adda, 21 febbraio 2012 - Un patto trasversale. Da destra a sinistra. L'appello del territorio è stato accolto. Senatori e deputati si sono impegnati a salvare i tribunali di Legnano, Rho e Cassano d'Adda portando in parlamento le richieste di sindaci e avvocati. La conferenza sulla giustizia nelle aree esterne alla metropoli milanese che si è tenuta ieri mattina nel palazzo comunale legnanese ha spostato la partita sul futuro delle sedi distaccate milanesi dal piano giudiziario a quello politico. "Tar e Consiglio di Stato ci hanno dato ragione", ha spiegato Franco Brumana, presidente del Comitato per il decentramento della giustizia.
"L'unico pericolo ora potrebbe essere un decreto del ministro della Giustizia che chiude le sedi distaccate. Per evitare questo rischio, è fondamentale che a Roma conoscano le caratteristiche del nostro territorio. Noi non siamo contrari alla riorganizzazione della giustizia, ma Legnano, Rho e Cassano non sono tribunalini. Chiediamo solo di rispettare i criteri oggettivi della legge con cui il parlamento ha delegato il governo a riformare gli uffici giudiziari. Se così fosse, le nostre sedi distaccate sarebbero salve».
Nell'altomilanese, il rapporto tra tribunali e abitanti è superiore a quello delle Corti d'appello di Taranto, Messina, Caltanisetta, Potenza, Benevento e Bolzano. Operazioni come i processi Infinto e Bad Boys testimoniano il radicamento della criminalità organizzata. "Il ministro della Giustizia Severino - ha concluso l'avvocato Brumana - ha detto che per giustificare un tribunale servono almeno 360mila abitanti? Legnano, Rho e Cassano d'Adda ne mettono insieme 750mila. Dobbiamo alzare il tiro e chiedere un nuovo tribunale ordinario". Un progetto condiviso dall'avvocato Bruno Dell'Acqua, presidente di Alia (Avvocati legnanesi in associazione).
Avvocati e sindaci hanno condiviso con i parlamentari presenti - Garavaglia (Lega), Mantovani (Pdl), Peluffo e Monaco (Pd) - un documento articolato in tre punti: l'impegno affinché il gruppo di lavoro istituito presso il ministero della Giustizia per il riordino delle sedi giudiziarie, il ministero della Giustizia, il Governo, il parlamento e il Consiglio Superiore della Magistratura considerino in modo oggettivo e omogeneo le caratteristiche dei territori delle sezioni distaccate di Legnano, Rho e Cassano d'Adda, così come impone la legge delega; vengano mantenute le sezioni distaccate e assegnati con urgenza i giudici necessari per il loro funzionamento; venga valutata la necessitò di istituire un Tribunale e una Procura della Repubblica nel Nord Ovest di Milano così come era già previsto nella legge delega del 1999 attuata solo con l'istituzione dei Tribunali di Tivoli e di Giugliano.
di Luca Balzarotti