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Tagli ai mezzi degli ospedali, bufera sulla automedica

Eliminata quella di Busto Arsizio

Legnano e Gallarate dovranno fornire il servizio anche sul territorio bustocco. La Croce Rossa attacca: "Così i cittadini sono a rischio"

L'automedica del 118 (Cardini)
L'automedica del 118 (Cardini)

Legnano, 3 febbraio 2012 - «Un taglio alle risorse»: espressione che si sente ormai sempre più spesso e con la quale si convive. Se però questo taglio riguarda un servizio di come quello del primo soccorso, allora la preoccupazione aumenta. Destinata a suscitare un vespaio di polemiche è la decisione dell’Agenzia regionale per l’emergenza e l’urgenza della Lombardia di eliminare l’automedica a disposizione dell’ospedale di Busto Arsizio.

«In questo modo tutto il territorio che rientra nella giurisdizione del nosocomio bustocco deve essere servito alternativamente dall’automedica di Legnano e da quella di Gallarate - fanno sapere dal sindacato Cisal Fialp della Croce Rossa di Legnano -. Così il bacino d’utenza dell’automedica a disposizione dell’ospedale di Legnano passa da 300mila a 500mila persone ogni giorno. Si rischia che alcune zone restino scoperte». Questo significa che c’è la possibilità che sul luogo di un incidente siano presenti soltanto le ambulanze perché l’automedica è impegnata in un’altra operazione.

Non che il soccorso non possa avvenire, intendiamoci. Ma senza l’automedica, e quindi il medico e l’infermiere che vi sono a bordo, sono possibili soltanto alcuni tipi di interventi. «I soccorritori non sono abilitati a operazioni come l'intubazioneo la somministrazione dei farmaci - spiegano dal sindacato -. Chi è sull’ambulanza può praticare vari interventi, fra cui il massaggio cardiaco, la respirazione e l’immobilizzazione del paziente per poi trasferirlo in ospedale. Ma di certo non può fare operazioni salvavita». La disponibilità di una sola automedica per tutto il territorio dell’Altomilanese e della zona coperta dal servizio di Busto Arsizio era già consuetudine per la Croce Rossa di Legnano, visto che il servizio notturno era già spesso sprovvisto di questo mezzo.

«Ora però, a partire dal primo febbraio, Areu ha stabilito questo anche per le prestazioni diurne. Dal 2005 l’automedica legnanese è disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro e ora è diventato così anche per quella di Gallarate, che prima lavorava solo dodici ore. Speravamo che potesse essere così anche per quella di Busto Arsizio e invece il servizio è stato addirittura cancellato - raccontano i sindacalisti legnanesi -. In questo modo si mettono a rischio migliaia di persone, è da irresponsabili. Questo provvedimento è insostenibile e rischia di causare seri problemi alla cittadinanza. Pochi minuti di ritardo in un intervento possono fare la differenza e causare danni irreparabili ai pazienti. Di questo bisogna tenere conto».

cristiana.mariani@ilgiorno.net

di Cristiana Mariani

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